Marchionne: Ferrari vale almeno 10 miliardi. Ecco la nuova Fiat 500

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TORINO. – Anche per la Ferrari, come per Fca e Cnh Industrial, si profila la possibilità di un trasferimento della sede legale in Olanda. Sergio Marchionne lo ammette parlando con i giornalisti alla presentazione della nuova Fiat 500, al Lingotto a Torino. La casa di Maranello continuerà comunque a pagare le tasse in Italia, dove produce, ha aggiunto Marchionne che, quanto al valore della società di cui è presidente, ha indicato che si colloca “ad almeno 10 miliardi di euro”.

La nuova 500, che sarà costruita in Polonia e in Messico per il mercato nord americano, è per il gruppo “un passo avanti enorme”, sottolinea il manager. “Non credo che abbia concorrenti, non voglio fare lo spaccone ma è una macchina unica”. La vettura sarà venduta da subito in Italia e successivamente in Germania, Francia, Belgio, Austria, Svizzera. Poi a settembre arriverà la guida a destra. Il prezzo base parte da 13.500 euro per la versione pop 1.2.

Marchionne non fornisce indicazioni sui target di vendita del nuovo modello per il quale non esclude una versione a cinque porte. “Ne parlo sempre con Altavilla, è chiaro che quando viene allargata la gamma c’è un impatto sui modelli degli altri segmenti” che possono essere cannibalizzati, ha spiegato. Marchionne conferma i target 2015 del gruppo: circa 108 miliardi di euro di ricavi, un ebit tra 4,1 e 4,5 miliardi, un utile netto tra 1 e 1,2 miliardi, un indebitamento netto industriale tra 7,5 e 8 miliardi.

Quanto a una possibile modifica degli obiettivi di consegne stimate fra 4,8 e 5 milioni di unità quest’anno, l’ad di Fca sottolinea: “non è cambiato niente, la cosa importante sono i numeri finanziari, il risultato operativo”. Nessuna sorpresa dal sensibile rallentamento del mercato sud americano: “avevamo previsto che non sarebbe andato bene, continuo a pensare che si riprenderà all’inizio del quarto trimestre”.

Non ci saranno contraccolpi neppure dai maxi richiami di auto Chrysler negli Usa. “Sono state introdotte nuove regole, c’è un nuovo regime a cui tutti dobbiamo adeguarci. La Chrysler in alcuni casi non ha rispettato le regole. Siamo pienamente consapevoli di questo, prenderemo tutte le misure necessarie”.

Resta aperto il capitolo alleanze, anche se non ci sono novità su una possibile integrazione con General Motors: “non ho niente da dire su Gm, il discorso sul consolidamento resta valido, nessuno ha messo in dubbio la sua logica economica”. Preoccupa invece la questione Grecia: “Non sarà comunque una bella fine sia che vinca il sì sia che vinca il no. Sarebbe stato meglio prendere decisioni due anni fa piuttosto che questa agonia che sta martoriando i mercati”.

Nessuna intenzione di raccogliere l’esortazione del leader degli industriali Giorgio Squinzi a riportare Fca in Confindustria. “Lo invito a cena da me quando vuole”, si limita a dire Marchionne che sul risultato ottenuto dalla Fiom alle votazioni degli Rls (rappresentanti lavoratori della sicurezza). afferma: “non credo che avrà impatto o diminuirà l’importanza degli accordi firmati con gli altri sindacati, ma non possono richiedere un trattamento diverso rispetto alla maggioranza dei nostri dipendenti. Non ho niente contro la Fiom, se è disposta ad assumersi le sue responsabilità firmando il contratto che hanno siglato le altre organizzazioni può rientrare”.

(di Amalia Angotti/ANSA)