L’incognita della Grecia pesa sulla ripresa dell’Italia

Greece ahead of referendum

ROMA. – L’esito incerto della crisi di Atene potrebbe mettere in difficoltà l’economia italiana, che pian piano sta cercando di portarsi in modo stabile fuori dalle secche della recessione. La ripresa, dice l’Istat nella sua nota mensile, continua, anche se più lenta della prima parte dell’anno, mentre il mercato del lavoro ancora stenta a mostrare un aumento “stabile” dell’occupazione. E sull’intero quadro macro, in cui comunque si affacciano input positivi, “pesa l’incognita relativa agli sviluppi della crisi greca”.

Con il faro puntato su Atene, dunque, l’istituto di statistica guarda intanto ai fondamentali di casa nostra e osserva che “la ripresa economica prosegue, ma le informazioni provenienti dai settori produttivi indicano una intensità più contenuta rispetto al primo trimestre”, quando si è registrata una crescita dello 0,3% sul trimestre precedente e dello 0,1% sul primo trimestre del 2014.

In più l’indice composito anticipatore dell’economia “ha evidenziato in aprile una decelerazione, proseguendo la tendenza in atto da febbraio”, mentre “si conferma la riduzione delle spinte deflative cui seguirebbe in autunno una moderata ripresa dei prezzi”. E ancora contrastanti restano i dati sul mercato del lavoro, con il livello degli occupati “rimasto sostanzialmente invariato dall’inizio dell’anno” anche se alcuni segnali positivi, soprattutto dal lato della domanda dove sono un leggero aumento i ‘posti vacanti’, “prefigurano andamenti più favorevoli nei prossimi mesi”.

Ma a maggio, ricorda l’Istat, l’occupazione è tornata a calare (-0,3%) dopo l’aumento di aprile (+0,6%) e la disoccupazione si è attestata attorno al 12,4%. Sul fronte dell’offerta di lavoro, invece, i segnali restano “eterogenei”: crescono in particolare gli ‘scoraggiati’ che vanno monitorati “con attenzione”, ma dall’altro lato si sta riducendo la disoccupazione di lunga durata, “storicamente molto elevata”.

Insomma, anche se il governo non si aspetta un impatto drammatico sui mercati, come continua a ripetere il Tesoro e come evidenziano anche alcuni istituti come Goldman Sachs (nessuna Grexit nemmeno con una vittoria del ‘no’ al referendum, e spread in salita ma attorno a 200-250 punti base al massimo), le turbolenze di queste ore potrebbero invece avere effetti sulla ‘economia reale’, rallentando il percorso di crescita che il Belpaese ha agganciato con fatica.

In ogni caso, ha ripetuto ancora una volta il direttore del debito del ministero dell’Economia, Maria Cannata, “andiamo in asta regolari”, perché la situazione non è di quelle per cui “non si va in asta”. Peraltro, ha ricordato, le aste non si sono interrotte nemmeno nel 2011, quando la situazione per l’Italia era “ben più complicata”.

Oggi invece non ci sono timori di impennata dello spread. Anzi, la stima di Standard and Poor’s di 11 miliardi di euro di maggiori interessi sul debito pubblico, in caso di default greco, è “molto aggressiva e non si riesce a capire come sia fatta” visto che “non ci sono elementi per giudicare”.

(di Silvia Gasparetto/ANSA)