Coppa America: Messi ora vuole il primo successo con l’Argentina

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SANTIAGO DEL CILE. – Lionel Messi e l’Argentina. Un rapporto all’agrodolce, in passato difficile, che potrebbe cambiare per sempre, se la nazionale Albiceleste batterà il Cile e porterà a Buenos Aires la Coppa America, rimarginando in parte una ferita (la sconfitta con la Germania nella finale mondiale) che a Buenos Aires brucia ancora. Per capire come potrebbero andare le cose allo stadio ‘Nacional’ di Santiago basta dare la parola a Ramon Diaz, il ct del Paraguay: “se loro giocano come contro di noi, il Cile non ha chance”, taglia corto Diaz, dopo la goleada (6-1) con la quale Messi e compagni hanno eliminato i paraguayani nella semifinale di martedì scorso.

Da parte sua, il ct cileno, Jorge Sampaoli (argentino come Diaz), medita su come fermare la Pulce che, con il contributo dell’ottimo Pastore, proprio contro il Paraguay si è scatenato come non mai, anche se non ha segnato. Sampaoli potrebbe schierare una linea difensiva di quattro uomini, forse tre. I media locali sostengono che Gary Medel avrà l’ingrato compito di bloccare il migliore del pianeta, aiutato da Vidal e Beausejour.

E c’è poi da capire se la ‘Roja’ partirà come sempre col turbo o se sceglierà la prudenza di fronte all’attacco schiacciasassi degli argentini. “Il Cile è deciso, con un gioco offensivo potente e aggressiva. L’Argentina ha tutto questo, ma sa gestire meglio le pause: quando si ferma trova sempre chi costruisce un’azione importante”, ha fatto notare sul quotidiano La Nacion Cesar Menotti, ct argentino campione del mondo nel 1978. Non è certo una novità d’altra parte che bloccare Messi sia impresa quasi impossibile.

Soprattutto ‘questo’ Lio, che nelle partite disputate nel torneo americano ha giocato 450 minuti (non è mai stato sostituito) e servito 280 passaggi con un tasso di efficacia pari all’85%. Molti dei quali sono arrivati sui piedi di Di Maria, solito ‘stantuffo’ sulla fascia sinistra, o del ‘Kun’ Aguero, bomber del torneo, e di Pastore, l’ex Palermo che ha dimostrato di intendersi alla grande con la Pulce.

Il Cile, da parte sua, ci crede, grazie anche all’entusiasmo straripante dei tifosi. Ha dimostrato di essere insieme ai cugini-rivali argentini la miglior squadra del torneo e sta lavorando bene da anni. Ma per la ‘Roja’ sarà dura: oltre all’incubo Lio, Sanchez, Vidal, Vargas e compagni sentiranno inevitabilmente la pressione di giocare in casa e di poter vincere per la prima volta la Coppa America (per la ‘Seleccion’ di Messi sarebbe invece il 15/o titolo continentale).

L’intera Argentina attende la finale con ottimismo. Altri dodicimila tifosi ‘biancocelesti’ stanno attraversando con pullman e auto la cordigliera delle Ande. C’è persino voglia di scherzare: commentando il fatto che Al Pacino (la sua fidanzata è di Buenos Aires) ha manifestato la propria ammirazione per la ‘Seleccion’, il quotidiano Olè ha ricordato oggi che le cose non dovrebbero andare male, “visto che anche il Padrino tifa per noi..”.