Bce conferma liquidità a Grecia. Fmi, pronti ad aiuti

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ROMA. – La Banca Centrale Europea tiene ferma la liquidità di emergenza (Ela) alle banche greche a 89 miliardi di euro dopo la netta vittoria del “no” al referendum. Il consiglio direttivo di Francoforte si è riunito decidendo di non chiudere l’unica fonte di finanziamento per gli istituti di credito ellenici, evitando così il collasso totale del sistema finanziario del Paese, ma alla luce dell’esito del referendum ed in mancanza di un accordo non ha potuto alzare il tetto, come chiedeva Atene.

Le altre banche centrali e il Board della Bce possono bloccare le richieste della Banca di Grecia con una maggioranza di 2/3. Al tempo stesso Francoforte ha anche deciso di apportare “una correzione” in forma di un aumento dello sconto (haircut) sul valore dei titoli greci portati in garanzia dalle banche per avere la liquidità di emergenza. Con questa correzione le banche greche dovranno aumentare i titoli portati come collaterale per avere lo stesso ammontare di prestiti.

Ma gli istituti di credito ellenici, afferma un funzionario greco, hanno “ancora abbastanza collaterale” per far fronte alle nuove richieste della Bce. E il governo di Alexis Tsipras ha deciso di tenere le banche chiuse fino a tutto mercoledì, con un prelievo massimo di 60 euro al giorno fino a venerdì prossimo.

Intanto il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, tende una mano ad Atene affermando che il Fondo è pronto ad aiutare la Grecia se il governo lo chiederà, anche se tecnicamente la Grecia non può al momento accedere ai finanziamenti del Fmi a causa del mancato pagamento di 1,6 miliardi di dollari all’istituto di Washington.

Le forti tensioni sulla Grecia si sono riflesse in particolar modo sull’Italia, con lo spread in deciso rialzo e la Borsa di Milano in profondo rosso. Il differenziale di rendimento è salito a 162 punti base da 145 punti dalla chiusura di venerdì, col tasso sul decennale del Tesoro in crescita al 2,38%. Piazza Affari è stata maglia nera in Europa, lasciando sul campo il 4%.

“La Bce sta monitorando attentamente la situazione sui mercati finanziari e tutte le conseguenze che ne potrebbero scaturire per quanto riguarda la politica monetaria e la stabilità dell’euro”, rassicura Francoforte, sottolineando di “essere pronta ad usare tutti gli strumenti disponibili entro il suo mandato” per fronteggiare situazioni di emergenza. Ed esprime timori sul risultato del referendum l’agenzia Fitch, secondo cui la vittoria del ‘no’ “spinge drammaticamente la Grecia verso una uscita disordinata dall’euro”.

Tuttavia “i rischi di una crisi sistemica nell’Eurozona, che potrebbero scaturire da una Grexit, sono diminuiti negli ultimi tre anni”, sottolinea Fitch, spiegando che le “posizioni di bilancio e partite correnti, della crescita e del sistema bancario dei Paesi periferici sono migliorate”. Inoltre l’Eurozona “si è dotata di meccanismi di sostegno” e le “banche hanno ridotto la propria esposizione verso la Grecia”.

(di Alfonso Abagnale/ANSA)

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