El senador Pallaro, non sono mai stato in vendita

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ROMA. – “Nessuno ha osato chiedermi nulla. Io non sono stato mai in vendita”. Ha 89 anni Luigi Pallaro, soprannominato ‘el senador’, l’indipendente eletto nel 2006 nella circoscrizione America Latina che, con la sua assenza, contribuì alla caduta del governo Romano Prodi, datata 24 gennaio 2008, e oggi al centro del processo per la compravendita dei senatori.

Un’assenza clamorosa, quella del senatore veneto emigrato in Argentina, che scatenò una vera e propria ‘caccia all’uomo’ nelle ore successive al ‘no’ di Palazzo Madama all’esecutivo de L’Unione. Un’assenza, quella di Pallaro, che in una nota il senatore allora motivò così: “in questo difficile momento che sta attraversando il Paese in crisi, non partecipo al voto per lasciare spazio alle decisioni che prenderà il Capo dello Stato”. Parole che, in seguito, hanno alimentato l’inserimento del nome di Pallaro nella rosa di senatori oggetto della presunta compravendita operata da Silvio Berlusconi e Valter Lavitola.

Ma a 7 anni di distanza, contattato dall’Ansa, Pallaro smentisce ogni ipotesi. “La mia assenza fu dovuta al fatto che assistevo mia moglie a Buenos Aires, Prodi sa tutto. Io non mi sono nascosto e nessuno oso’ farmi una proposta. Tra l’altro non ho mai avuto bisogno di soldi”, precisa parlando al telefono dalla sua auto, ferma nel traffico di Buenos Aires, mentre si sta recando ad un appuntamento di lavoro.

Nonostante l’età, Pallaro infatti continua a fare l’imprenditore, proprio come quando fu eletto all’Estero. “Io sono una persona libera, lo sono sempre stato” precisa il senatore, il cui voto, solo 10 mesi prima al fatidico 24/01/2008, risultò decisivo per la tenuta del governo Prodi. Governo al quale l’indipendente Pallaro – ricorda oggi – soleva ripetere: “l’opposizione non è un nemico ma quella che andrà al governo domani”.

Ma sul fatto che Berlusconi e Lavitola pagarono, realmente, il manipolo di senatori che nel gennaio di 7 anni fa tolse la fiducia al Senato Pallaro non si scompone. “Io non posso puntare il dito contro nessuno. Dico solo che non tutti i politici sono corrotti. C’è tanta gente seria in politica”, osserva ‘el senador’ prima di concludere la telefonata con una fragorosa risata e un’ulteriore precisazione: “per me è un piacere chiarire le cose in questo modo, a volte si parla senza sapere”.

(di Michele Esposito/ANSA)

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