Renzi intercettato attacca Letta, nuovo gelo tra i due

Letta, frasi di Renzi su di me? Si commentano da sole

ROMA. – Un mese prima di “defenestrare” Enrico Letta da palazzo Chigi prendendone il posto, Matteo Renzi confidava telefonicamente ad un comandante-amico, Michele Adinolfi, la sua strategia per realizzare la staffetta. Uno scambio di battute avvenuto l’11 gennaio 2014 pensando di essere lontano da orecchie indiscrete, con giudizi tutt’altro che lusinghieri nei confronti di Letta (“un incapace”) e arricchito da retroscena non del tutto inediti.

Con il “numero uno” – come lo definiscono i due interlocutori – Giorgio Napolitano, l’allora presidente della Repubblica, che non intende prolungare oltremodo la sua permanenza al Colle (vuole lasciare nel 2015) e con Berlusconi pronto ad appoggiare la staffetta.

“Confidenze” che sono contenute in intercettazioni pubblicate dal Fatto Quotidiano che ha riportato un colloquio telefonico registrato nell’ambito dell’ inchiesta della Cpl Concordia (all’epoca Adinolfi era indagato per una sospetta fuga di notizie che poi verrà archiviata). Enrico Letta “non è capace, non è cattivo, non è proprio capace: l’alternativa è governarlo da fuori…”, “sarebbe perfetto” per il Quirinale, “l’unico problema è che bisogna aspettare agosto del 2016” quando compirà 50 anni; ma “quell’altro (Napolitano, ndr) non c’arriva, capito? Me l’ha già detto, vuole lasciare nel 2015”: parlava così Renzi, neo leader del Pd, svelando ad Adinolfi la sua strategia incrociata sui Palazzi.

E appena una settimana dopo pronuncerà il fatale “Enricostaisereno” che porterà dopo solo un mese, al gelido scambio della campanella nel cortile di palazzo Chigi. In quello scambio di battute Renzi fa intendere che la “cacciata” di Letta non è così facile perchè l’interessato recalcitra, inoltre non ha l’età per il Colle, (dovrebbe aspettare il 2016 quando compirà 50 anni) e soprattutto il presidente Napolitano non intenderebbe tenergli il posto in caldo prolungando il suo mandato all’infinito. Strada in salita, dunque, e irta di ostacoli quella che dovrebbe portare Renzi al governo.

Ma nell’intercettazione l’ex sindaco appare determinato, sa il fatto suo: “La settimana prossima – dice – sarà un po’ decisiva perché vediamo se riusciamo a chiudere l’accordo sul governo”. Come? “Rimpastino sicuro. Rimpastone, no rimpastino!”. Alla fine sarà un super-rimpastone. Grazie anche al beneplacito del Cavaliere che – fa presente il premier nella telefonata rubata – “sarebbe sensibile a fare un ragionamento diverso”.

Al giudizio sferzante del premier, Letta ha risposto gelido: le parole di Renzi “si commentano da sole”. E c’è chi ha letto come un ulteriore affondo verso il predecessore, il rammarico del premier sulle riforme mancate: “la strada è tracciata ma resta l’amarezza: se queste riforme le avessero fatte quelli prima di noi, la nostra economia oggi sarebbe più forte”.

Sono insorti i grillini secondo cui le parole di Renzi squarciano il velo: siamo in una una “Repubblica fondata sul ricatto, una situazione inaccettabile non degna di un Paese civile”, denunciano i capigruppo M5S di Camera e Senato, Francesca Businarolo e Bruno Marton. Da qui la richiesta che “davanti a una situazione densa di ombre, il governo riferisca immediatamente in Parlamento”.

(di Giuliana Palieri/ANSA)