Tour: orgoglio Nibali, impresa solitaria sulle Alpi

Tour de France 2015 - 19th stage

ROMA. – Uno spettacolare Vincenzo Nibali onora la terza tappa alpina del Tour e fa crescere ancora di più i rimpianti per quello che sarebbe potuto essere e non sarà. Il ciclismo, nella tappa più dura della Grand Boucle, ritrova il suo campione, prim’attore oggi tutto cuore di un’impresa che sa tanto di favola.

Il portacolori dell’Astana dopo i giorni opachi che gli hanno fatto accumulare oltre 8 minuti di ritardo e i segnali di risveglio a Gap, riesce a mostrare finalmente gli artigli e a ‘griffare’ la 19ma tappa da Saint Jean de Maurienne a La Toussuire di 138 km, terza frazione alpina consecutiva, ennesimo antipasto prima dell’attesissima scalata dell’Alpe d’Huez domani. Soprattutto il siciliano ripropone il ciclismo che piace alla gente, facendo partire il suo affondo a 50 km dall’arrivo, sul Col de la Croix de Fer, ascesa da ‘Hors Categorie’ della storia delle due ruote, soprattutto dopo settimane di pedalate travagliate.

Il ritorno agli antichi splendori dello ‘squalo’ riesce a mettere in un cantuccio prima Pierre Rolland, altro grande protagonista della tappa, breve ma durissima con tre ascese (di cui una di 1/a categoria) prima della montagna finale, poi il redivivo Nairo Quintana, alla fine 2/o a 44″ dal siciliano, che riesce alla fine a rosicchiare 31″ alla Maglia Gialla (ora tra i due ballano 2’38”), terza al traguardo a 2’25” dal siciliano, davvero un altro corridore rispetto a quello che si era visto nella prima metà di luglio: scattante, impetuoso, con la ‘gamba’ giusta, insomma in piena forma come un anno fa quando portò a casa la Grande Impresa.

Vittoria a parte, la giornata di gloria permette al siciliano di scalare posti importanti in classifica, complice anche la grave crisi del britannico Thomas, che lascia sui tornanti più di 10′ che gli fanno perdere l’olimpo della classifica dove risale lo ‘squalo’, da stasera ai piedi del podio. Peccato aver trovato la condizione solo adesso ma tant’è, resta la soddisfazione di essere tornato un numero uno, relegando al ruolo di comprimario Chris Froome passato indenne da un altro test durissimo, con la maglia gialla ancora incollata addosso e due avversari pericolosi come Valverde (3/o a 5’25”) e Contador (5/o a 7’56”), ancora più lontani in classifica.

Resta solo Quintana tra lui e l’Arco di Trionfo di domenica, le salite non sono finite certo, basta pensare all’Alpe d’Huez, ma le occasioni diminuiscono, così come i chilometri da qui a Parigi. Dopo il ‘tappone’ di ieri, i francesi speravano in un altro acuto dei suoi moschettieri Bardet e Rolland, ma senza fare i conti col ‘giovanotto dello Stretto’ che li ha spazzati via.

Per i ‘puristi’ dello sport Nibali avrebbe avviato la sua azione decisiva quando mancavano 60 km all’arrivo complice un problema meccanico che ha costretto Froome a mettere il piede a terra. Un attimo che è servito al siciliano (ma non si sa se avvedendosene o meno) per scappare via mettere in cascina 30 importantissimi secondi.

Comunque quando Nibali ha cominciato l’attacco mancava ancora una vita all’infinita salita verso La Toussuire e non è stata certo l’eventuale mancanza di fair play a impedire al britannico di tornare in testa, visto che era in buona compagnia (Quintana, Valverde, Contador).

Il finale è sofferenza pura, con Nibali, arrivato ad avere anche più di 2’20” di vantaggio sui big, che comincia a vedere rosicchiato il vantaggio sul redivivo Quintana che assesta il primo (e forse tardivo) schiaffone alla Maglia Gialla che domani, nei 110,5 km da Modane Valfrejus all’Alpe d’Huez, avrà qualche certezza in meno e sicuramente uno ‘squalo’ da temere in più sui tornanti della montagna dove è stata scritta più di una pagina della storia del ciclismo.

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