Mattarella, l’Italia si batterà per il rientro dei Marò

Mattarella, grande professionalità diplomatici italiani

ROMA. – Avanti tutta. All’indomani dell’ennesimo scontro a distanza con l’India sulla vicenda dei marò e sul ricorso italiano all’arbitrato internazionale, l’Italia non arretra, al contrario rivendica la determinazione a proseguire sul percorso avviato nelle sedi internazionali competenti. Ed è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a ribadire, in occasione della Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina, che il nostro “è un paese pronto a proteggere i propri cittadini e che intende continuare a battersi con determinazione” per riportare a casa i due fucilieri di Marina, coinvolti da più di tre anni in un’intricata vicenda giuridico-diplomatica scoppiata con l’accusa ai due militari di aver ucciso due pescatori indiani al largo del Kerala nel 2012.

Parole, quelle del Capo dello Stato, che “arrecano speranza e conforto”, ha commentato con l’Ansa Paola Moschetti, la compagna di Massimiliano Latorre, già rientrato in Italia su permesso della Corte Suprema indiana per curarsi dai postumi di un ictus, subito un anno fa a New Delhi, e di un intervento al cuore. “Massimiliano adesso è ancora concentrato a curarsi. Per il resto, vedremo”, ha proseguito Moschetti, “felice di vedere unità su questa vicenda”.

Prendendo la parola da padrone di casa davanti alle feluche riunite alla Farnesina, anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha confermato “l’impegno del governo a difendere le ragioni dei marò nelle sedi internazionali” che l’Italia ha “deciso di attivare”. Una risposta a quanto emerso da New Delhi su quella che sarà la posizione indiana davanti al Tribunale internazionale del diritto del mare di Amburgo (Itlos) nell’udienza del 10 e 11 agosto: respingere le richieste di “misure cautelari” avanzate dell’Italia per tutelare i due fucilieri in attesa del procedimento alla Corte di arbitrato dell’Aja.

Al Tribunale del mare il governo italiano ha in particolare chiesto che Salvatore Girone, ancora trattenuto a New Delhi, possa rientrare in Italia, che Latorre possa restarvi e che l’India rinunci alla giurisdizione sul caso. Ma proprio su questo punto New Delhi non intende cedere. In una dichiarazione al quotidiano The Hindu, il pm P.S. Narshima ha rivelato che “davanti all’Itlos, sottolineeremo che solo l’India ha la giurisdizione per processare i reati commessi nel Paese” e che “l’Italia non ha esaurito tutte le procedure locali a disposizione, requisito necessario prima di poter presentare istanze all’organismo di Amburgo”.

In visita all’Arsenale della Marina militare a Taranto, città di Latorre, anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha sottolineato che il ricorso all’arbitrato internazionale “è la scelta migliore” e che anche i due marò ne “sono convinti”. “Latorre è già in Italia. Chiederemo subito che anche Girone torni qui”, ha concluso il ministro.

(di Laurence Figà-Talamanca/ANSA)

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