Fronte comune anti sciopero selvaggio, fare nuove regole

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ROMA. – Dalla politica al sindacato è fronte comune contro lo sciopero selvaggio: quanto accaduto con lo stop proclamato da una sigla professionale in Alitalia e a Pompei con il sito archeologico chiuso per assemblea ha alzato il volume del dibattito. Con la richiesta pressoché unanime di mettere mano alle regole sulla proclamazione degli scioperi. E adesioni sempre più numerose alla proposta del ministro dei trasporti Graziano Delrio di legare lo sciopero alla rappresentatività dei sindacati.

“È maturo il tempo per cambiare la legge sull’esercizio dello sciopero”, assicura il Garante degli scioperi Roberto Alesse, che sollecita Governo e Parlamento ad “avanzare proposte concrete di modifica” e dice basta ai “sindacati con pochi iscritti che proclamano scioperi in grado di mettere a ferro e fuoco i servizi pubblici essenziali”.

A sollecitare nuove regole contro i mini-sindacati sono in molti: e la soluzione su cui si sta convergendo da più parti è quella, proposta dal ministro Delrio, di consentire lo sciopero solo se proclamato da chi rappresenta il 50% più uno dei lavoratori del settore. I favorevoli si trovano sia nella politica che nel sindacato.

Dice sì l’ex ministro Pd Cesare Damiano, che considera una buona idea anche il referendum preventivo ‘alla tedesca’ tra i lavoratori e chiede di raccogliere la richiesta di Alesse di introdurre per legge un criterio per la verifica della rappresentatività dei sindacati. Pronta a dare il proprio appoggio anche Scelta Civica: “fondamentale e da calendarizzare con priorità assoluta è il disegno di legge per consentire lo sciopero nel trasporto pubblico solo quando è proclamato da sindacati che rappresentano il 50% più uno dei lavoratori”, afferma il segretario Sc e sottosegretario all’economia Enrico Zanetti.

Le regole vanno “assolutamente riviste” anche per il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan, secondo la quale “la rappresentanza deve essere complessiva, in un’azienda e in un settore. Non può essere soltanto di tipo autonomo e professionale”. Ma l’ipotesi di Delrio del 50% di rappresentatività non trova d’accordo la sigla dei trasporti della Cisl, che chiede di “inserire le regole sulla rappresentatività alla 146, ma – afferma il segretario generale della Fit Giovanni Luciano – rispettando costituzione e buon senso”.

Favorevole alla soluzione del ministro, invece, la Uiltrasporti, che ha proposto e approvato questa soluzione al proprio congresso a luglio. Nel dibattito fa sentire la propria voce anche Alitalia, che oggi torna ad attaccare l’Anpac (“lo sciopero è stato un atto di irresponsabilità totale”) e auspica “una regolamentazione più moderna degli scioperi perché il lavoro di tutti è più importante delle pretese di pochi”.