Renzi: riforme senza precedenti, l’Italia sarà leader in Ue

Conference of the Italian ambassadors at the Farnesina's Palace

ROMA. – Basta piangersi addosso: l’Italia non è più quella di una volta, sta compiendo “riforme senza precedenti”, è una “superpotenza della cultura”, e “ha davanti a sé un futuro straordinario: tra 20 o 30 anni sarà leader in Europa e nel mondo”. Ne è convinto il premier Matteo Renzi che, davanti ai diplomatici riuniti alla Farnesina nella seconda e ultima giornata della XI Conferenza degli Ambasciatori, rivendica i risultati raggiunti nei 16 mesi del suo governo, sul piano economico e politico, e su quello internazionale.

“L’Italia è uno dei Paesi più amati del mondo”, afferma anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, alla luce di “questi nove mesi” in cui da capo della diplomazia italiana ha visitato “una quarantina di Paesi”. “E’ incredibile che da casa nostra non ci rendiamo conto di una verità così banale”. Il resto del mondo insomma sembra essersene accorto ben prima di noi: “L’Italia ha una sua forza straordinaria che è molto più efficace di quello che ci raccontiamo”, spiega il presidente del Consiglio.

Basta guardare all’Expo: “Nessuno ci credeva, ci dicevano che sarebbe stato un flop”, è stato combinato anche “qualche pasticcio” ma grazie all’impegno di tutti oggi “è un dato di fatto”. E questo anche grazie a quegli ambasciatori sui quali in principio, ammette il premier con “una franchezza non troppo diplomatica”, nutriva “un pregiudizio, che è poi venuto meno per merito vostro, non per mia onestà intellettuale”.

“Mi avete sorpreso per la qualità della nostra squadra”, una rete di diplomatici che “non sono dei direttori commerciali del Paese, come qualcuno vi ha detto in passato”, ha aggiunto Renzi con un non troppo velato riferimento all’era Berlusconi. “L’ambasciatore – ribadisce il premier che prima dell’intervento ha incontrato un gruppo di giovani diplomatici – non è un direttore marketing, ma rappresenta un patrimonio di valori culturali e spirituali”. Ma ancora non basta.

“L’Italia – dice Renzi agli ambasciatori – ha ancora bisogno del vostro impegno, della vostra determinazione, della vostra tenacia”. Perché c’è l’Europa su cui “nel 2016 ci sarà molto da lavorare”, con “una grande fase costituente”, il referendum inglese, la campagna elettorale in Francia, il post della campagna in Spagna e Portogallo. E c’è la minaccia terroristica, che incombe sulla nostra quotidianità “per i nostri valori”.

C’è poi da spiegare ai 28 che “è il Mediterraneo il cuore della politica europea” e che un’Ue senza i Balcani è ancora “troppo poco”. Sul piano internazionale, Renzi auspica inoltre di poter festeggiare nell’appuntamento dell’anno prossimo alla Farnesina l’elezione dell’Italia al Consiglio di sicurezza dell’Onu per il biennio 2017-2018. Una battaglia tutt’altro che scontata di fronte a rivali come la Svezia e l’Olanda “con una propria forza e solidità”, ma che dovranno vedersela “con un Paese determinato a tornare a sedere nel Palazzo di Vetro”. “Vorrei che tutti voi – è l’invito alle feluche – sentiste questa come una priorità assoluta”.

Insomma, è vero che l’Italia deve ancora “vincere pregiudizi contro di noi che sono ancora forti”. “Ma se sarete in condizioni di aiutare non il governo, ma questo paese, a scrivere una pagina di futuro – è il messaggio conclusivo del premier agli ambasciatori – avrete reso una grande servizio al vostro Paese e ai vostri figli”.

(di Laurence Figà-Talamanca) (ANSA)

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