Bicamerale Regioni, ripristinare le competenze del Senato

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ROMA. – Si fa sempre più laborioso il cammino in Senato delle riforme costituzionali: la Lega ha preannunciato una valanga di emendamenti, 74.000, con un chiaro intento ostruzionistico, mentre delle questioni di merito sono state poste dalla Commissione Bicamerale per gli Affari Regionali che ha chiesto di ripristinare una serie di competenze del futuro Senato che gli erano stati attribuite da Palazzo Madama in prima lettura ma che gli erano state tolte alla Camera. In compenso il governo ha incassato il parere positivo delle Commissioni dei due rami del parlamento al decreto legislativo che disegna i futuri collegi dell’Italicum.

Il tema delle competenze tolte al futuro Senato dalla Camera era stato sollevato durante la discussione generale in Commissione Affari costituzionali del Senato soprattutto dalla minoranza del Pd, e in particolare da Vannino Chiti, da sempre fautore di un “Senato delle garanzie” più che un Senato delle Regioni, secondo lo schema del ddl Renzi-Boschi. Ora però ad ampia maggioranza la Commissione bicamerale per gli Affari Regioni ha rilanciato tali richieste, chiedendo però anche per il futuro Senato un ruolo più incisivo “quale organo di raccordo tra le istanze dei diversi livelli di governo”, cioè di intermediazione tra Stato centrale e Regioni. Insomma queste istanze non sono più solo della minoranza Dem. Curiosamente poi, alcune di tali competenze erano state tolte nella lettura della Camera su proposta della minoranza del Pd.

Diverso l’atteggiamento della Lega Nord in vista della scadenza del termine degli emendamenti alle riforme, venerdì 7 agosto. Roberto Calderoli ha preannunciato di voler superare i 74.000 emendamenti presentati nel 1998 alla Bicamerale per le riforme costituzionali presieduta da Massimo D’Alema. E battendo quindi il record dei 44.000 emendamenti depositati dal Carroccio sull’Italicum a Palazzo Madama il 13 gennaio scorso. Chiaramente un atteggiamento che non mira a cambiare i contenuti della riforma ma a bloccarla.

Le Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato hanno anche espresso il loro parere, favorevole, al decreto che disegna i 100 collegi dell’Italicum. La curiosità riguarda il fatto che nel decreto erano stati “dimenticati” (per un errore materiale) alcuni comuni, come hanno segnalato le due Commissioni: Bassano del Grappa, Segusino (Treviso), Bagheria e Camporeale (Palermo), che saranno inseriti nella versione definitiva del decreto.

Le Commissioni hanno suggerito al governo di “limare” i confini di 10 collegi, cosa che ha spinto M5s ad abbandonare la Commissione, accusando il Pd di voler ridisegnare i 10 collegi “costruendoseli ad arte per falsare il risultato elettorale a proprio favore”.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)