Saccheggi a San Felix, torna lo spettro del “Caracazo”

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SAN FELIX. – Un morto e una trentina di arresti. È questo il primo bilancio dei saccheggi che hanno scosso San Felix. E così, la cittadina dello Stato Bolìvar è improvvisamente scossa dallo spettro del “Caracazo”, la serie di forti proteste e disordini che iniziò il 27 febbraio e terminò il giorno dopo in un bagno di sangue quando le forze di pubblica sicurezza della Polizia Metropolitana (PM), l’Esercito e la Guardia Nacional (GN) uscirono in strada per controllare la situazione.

San Felix, come ogni giorno, si era risvegliata con le file di consumatori alle porte dei supermarket e dei piccoli generi alimentari. E’ una scena, questa, che si ripete quotidianamente in tutto il Venezuela. Si fa la fila comunque, anche se in realtà non si sa se in quel supermarket o negozio di alimentari arriverranno o no i prodotti di cui si ha bisogno.

Una schiera di giovani ed anziani si accalcava di fronte al Supermarket Uniferia quando, non si sa come nè perchè, è esplosa la rabbia per la lunga attesa. Il supermarket è stato preso d’assalto e tutti hanno fatto razzia, portando via quanto era possibile. Improvvisamente, stando alle testimonianze di alcune persone che hanno assistito allibite dallo spavento al saccheggio, sono esplosi alcuni colpi di arma da fuoco. E a una cinquantina di metri dal locale si è accasciato al suolo Gustavo Patiño, ferito mortalmente al petto.

Le prime voci che circolavano con insistenza di bocca in bocca, responsabilizzavano la “Guardia Nacional” della morte del Patiño. Il capo degli agenti, accorsi sul luogo per sedare la rabbia dei presenti, smentiva immediatamente le voci e assicurava che il colpo mortale non era partito dalle armi dei suoi agenti.

Spaventati dalla possibilità di un deleterio effetto dominò, i negozi adiacenti abbassavano immediatamente le saracinesche. A macchia d’olio, nella misura in cui arrivava la notizia del saccheggio, anche gli altri supermarket e generi alimenari chiudevano.

Il Governatore dello Stato Bolìvar, Francisco Rangel Gòmez, ha confermato l’arresto di 30 persone e ha assicurato che “le forze dell’Ordine pattugliano la città” per evitare ulteriori disordini. Ha quindi immediatamente dato un colore politico ai tragici avvenimenti.

– Se la popolazione ha intenzione di saccheggiare non va armata – ha commentato -. Chi ha promosso il saccheggio – ha proseguito – era armato. Si tratta di una quarantina di persone. Trenta sono state già arrestate. Sta per iniziare la campagna elettorale. Oggi accade di tutto. La luce va via in continuazione, aumenta l’indice delittivo… Stiamo leggendo un libro aperto.

Registrati tentativi di saccheggio anche al mercato municipale. Stando a testimonianze difficili da confermare, pare che la rabbia per la carenza di prodotti e l’alto costo della vita si sia riversata contro alcuni commercianti cinesi che sono dovuti fuggire per evitare il peggio.

L’alto costo della vita, e la mancanza di prodotti di prima necessità, sono le principali ragioni dell’esasperazione dei consumatori. Stando al Cenda, il costo del carrello della spesa è cresciuto del 19,9 per cento a giugno, se si compara con quello del mese di maggio. Tradotto in denaro, a giugno per l’acquisto dei prodotti di un carrello della spesa erano necessari 21 mila 283 bolìvares. L’aumento, quindi, è stato di 3 mila 550 bolìvares in un solo mese.

Se si compara il prezzo del carrello della spesa di giugno con quello dello stesso mese del 2014, l’incremento è stato del 149,7 per cento. Proiettando poi queste cifre, è facile prevedere un tasso di inflazione vicino al 200 per cento a fine anno. È una spirale inflazionaria inarrestabile che corrode sempre più il potere d’acquisto del venezuelano e colpisce negativamente la qualità di vita.

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