Pena di morte: almeno 3.576 esecuzioni nel 2014, Cina al primo posto

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ROMA. – Sono state almeno 3.576 le esecuzioni capitali nel mondo nel 2014. E il dato relativo ai primi sei mesi del 2015 registra “un aumento della tendenza”, dal momento che a essere ‘giustiziate’, da gennaio a giugno, sono state almeno 2.229 persone. Il Paese che ne ha effettuate di più, sia nel 2014 che nel 2015, è la Cina, con rispettivamente almeno 2.400 (circa il 67% del totale mondiale) e 1.200 esecuzioni. A seguire Iran (almeno 800 nel 2014, 657 nel 2015), Arabia Saudita (almeno 88 nel 2014) e Pakistan (almeno 174 nel 2015).

Ancora una volta è Nessuno Tocchi Caino a schierarsi contro la pena di morte, un “retaggio del passato di cui bisogna liberarsi”. E per farlo, aggiunge il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, serve che la battaglia sia “sostenuta anche da associazioni della società civile”: “La tutela dei diritti inviolabili dell’uomo – osserva Mattarella – appartiene alla nostra civiltà giuridica, oltre che a un patrimonio morale condiviso. I governi e gli organismi internazionali sono chiamati ad attuarli con coerenza, anche quando la coerenza dei principi talvolta contrasta con l’emotività di un momento”.

Anche Papa Francesco, ricorda l’associazione, si è pronunciato contro la pena di morte e l’ergastolo. Da qui la decisione di conferirgli, e “consegnargli nei prossimi mesi”, il premio “Abolizionista dell’anno 2015”. “Il Papa ha fatto un discorso forte e coraggioso contro la pena di morte – ha osservato il sottosegretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Flaminia Giovannelli – la sua proposta è quella di una giustizia riconciliativa, cioè di incontro tra i dolori della vittima e di chi ha compiuto il reato. Il riconoscimento fa piacere, anche se la tendenza del Santo Padre è quella di non accettare premi” per il suo operato.

Da oltre 15 anni, osserva Nessuno Tocchi Caino, nel mondo c’è un’evoluzione positiva verso l’abolizione della pena di morte, confermata in questi ultimi 18 mesi. I Paesi o i territori che hanno deciso di abolirla per legge o in pratica sono oggi 161. Di questi, totalmente abolizionisti sono 103. Nel frattempo, al 30 giugno 2015, i mantenitori sono scesi a 37, rispetto ai 39 del 2013: 31 sono Paesi dittatoriali, autoritari o parzialmente liberi.

“Lo Stato italiano si mobiliti assieme a noi”, ha chiesto il Presidente dell’associazione, Marco Pannella, contro la pena di morte e per garantire a tutti i diritti umani. Una battaglia che l’Italia conosce bene, anche perchè – ha ricordato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando – “l’ha condotta a livello internazionale con grandissima coerenza”.

Nel 2014, i Paesi che hanno fatto ricorso alle esecuzioni capitali sono stati 22. Il lieve aumento del numero delle esecuzioni rispetto alle almeno 3.511 del 2013 si giustifica, secondo il Rapporto, con l’incremento registrato in Iran e in Arabia Saudita. Un’escalation confermata, in questi paesi, come in Egitto, anche nel 2015. Sui dati, ha ricordato il segretario dell’associazione, Sergio D’Elia, incidono in particolare la “guerra alla droga” e la “guerra al terrorismo”. Eppure, ricorda la presidente della Camera, Laura Boldrini, la vita umana “è un valore assoluto e dunque non negoziabile”.

“La giustizia è sempre ‘per la vita’ e una missione a tutela della vita e dei diritti delle persone”, puntualizza il Presidente del Senato, Pietro Grasso. Nel 2014 e nei primi sei mesi del 2015 – conclude il rapporto – non si sono registrate esecuzioni in 5 Paesi (Botswana, India, Kuwait, Nigeria e Sudan del Sud), che le avevano effettuate nel 2013. Viceversa, 7 Paesi le hanno riprese: Bielorussia (almeno 3), Egitto (almeno 15), Emirati Arabi Uniti (1), Giordania (11), Guinea Equatoriale (9), Pakistan (7) e Singapore (2). Bangladesh e Indonesia, che non avevano effettuato esecuzioni nel 2014, le hanno riprese nel 2015.

Il 97% delle esecuzioni del 2014 e il 98% di quelle avvenute nel 2015 si sono verificate in Asia, che si conferma essere il continente dove si pratica la quasi totalità della pena di morte nel mondo. In Europa, l’unica eccezione in un continente altrimenti libero dalla pena di morte è la Bielorussia.

Per quanto riguarda, infine, le Americhe, nel 2014 negli Stati Uniti, ad esempio, si sono verificate 35 esecuzioni, nei primi sei mesi del 2015 17.

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