Samp già flop, Zenga rischia ma per ora è salvo

zenga

GENOVA.- Clima di piombo in casa Sampdoria dopo i quattro schiaffoni che il modesto Vojvodina ha mollato sulle guance blucerchiate all’Olimpico di Torino nella gara di andata del terzo preliminare di Europa League. Clima di piombo che avvolge soprattutto Walter Zenga arrivato a Genova a sostituire Sinisa Mihajlovic e che alla prima partita ha per sua stessa ammissione sbagliato troppo, tanto che alla fine della mattanza ha detto “è tutta colpa mia” e ha chiesto scusa ai tifosi.

Ma forse, ha detto Ferrero “era destino che non dovevamo andare in Europa”. Chiaro il riferimento al regalo ricevuto dai cugini del Genoa che hanno lasciato il posto alla Samp per non aver ottenuto la licenza Uefa. Zenga è già sotto processo. La squadra è apparsa senza gambe, senza gioco, senza idee. In più Zenga non ha saputo infondere agli 11 blucerchiati la cattiveria necessaria per una gara di Coppa. Mihajlovic avrebbe convinto i suoi a mordere da subito i polpacci dei serbi. Invece, la Samp di Zenga non ha avuto nemmeno un ammonito.

Approccio alla gara sbagliato, quindi, come la posizione di Krsticic, schierato esterno, esperimento già provato nella Sampdoria di Ferrara e subito bocciato. E Zenga rischia la panchina a meno che Vujadin Boskov non compia il miracolo a Novi Sad, città dove dal 27 aprile 2014 dorme il sonno del giusto e dove la Samp dovrà vincere con cinque gol senza subirne.

“Potrebbero esserci clamorose rivoluzioni”, si mormora al centro sportivo Mugnaini di Bogliasco dove ssi è tenuto un vertice tra Ferrero, Zenga e il ds Osti prima e tra Ferrero e la squadra subito dopo. Mormorii che si spingono anche oltre, facendo circolare il nome di Montella, l’amatissimo ‘aeroplanino’ blucerchiato.

“Aspettiamo la gara di ritorno – ha detto il patron blucerchiato uscendo dalla palazzina del Mugnaini -, ma l’allenatore e la squadra sono in debito con la società e i tifosi. Zenga? Può dormire sogni tranquilli perché una rondine non fa primavera. Ora però giochiamo questa gara in Serbia”. Poi ha aggiunto sorridendo ma non troppo: “adesso basta seghe: questi devono giocare a pallone. Se ci sarà bisogno di innesti li farò – ha detto Ferrero – io sono qui per vincere. Ma voglio che questi ragazzi cambino mentalità. Ieri l’unico nemico vero della Samp è stata la Samp”.

(di Chiara Carenini/ANSA)