Solo ed emarginato, l’estate triste di Balotelli

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ROMA. – Dimenticato, rifiutato e ora persino emarginato: la triste estate di Mario Balotelli, separato in casa a Liverpool, costretto ad allenarsi da solo. Altro che possibile futuro coi Reds, sulla sfortunata avventura di Supermario nella città dei Beatles, è calato ufficialmente il sipario. Non è più una questione di “se” ma di “quando” si consumerà il divorzio. Che non c’è ancora stato solo per via del sontuoso contratto che lega Balotelli al Liverpool: sei milioni di euro a stagione, fino al 2018.

Ma sulle intenzioni del club inglese ormai non restano più dubbi. Se nelle sue ultime dichiarazioni, Brendan Rodgers si era detto possibilista circa la permanenza di Mario ad Anfield, l’ultima decisione – in accordo con la società – non lascia spazio alle interpretazioni: Balotelli è stato allontanato dalla prima squadra. Da qualche giorno si allena da solo, in compagnia di un altro italiano (Fabio Borini) e di Jose Enrique, gli altri epurati. Per loro non c’è spazio nel Liverpool di oggi, tanto meno in quello di domani.

Già ad inizio ritiro l’ex attaccante del Milan non era stato convocato per la tournee in Australia ma l’impossibilità di trovare un acquirente aveva fatto pensare che il Liverpool potesse offrirgli una seconda chance. Indispensabile per il riscatto, dopo una prima stagione fallimentare, che lo ha fatto precipitare nel borsino del calcio d’elite. In campo non lo si vede dallo scorso aprile, nel 2015 ha collezionato solo sei apparizioni, senza mai lasciare il segno.

Sbarcato a Liverpool la scorsa estate per circa 20 milioni di euro, presto è finito ai margini del progetto di Rodgers. Che lo aveva definito, il giorno della presentazione, un “rischio calcolato”, ma dopo 12 mesi è stato costretto ad arrendersi. Così, dopo aver speso più di 80 milioni per una nuova coppia d’attacco (Roberto Firmino e Christian Benteke), e averlo offerto inutilmente in Turchia (Besiktas e Antalyaspor) e Italia (ma a Firenze sono stati i tifosi ad opporsi al suo arrivo), il Liverpool lo ha emarginato. Imponendogli la (piccola) umiliazione di allenarsi da solo al centro sportivo di Melwood, in altri orari rispetto alla prima squadra.

Una ripicca per accelerare la sua uscita dopo che Balotelli, per amicizia, è finito in rotta di collisione anche con i suoi stessi tifosi. Esprimendo solidarietà a Raheem Sterling, reo di aver svenduto la passione della Kop per i petrol-dollari del Manchester City. L’ennesimo inciampo di una triste estate durante la quale Mario ha perso l’amato padre Franco.

Impossibile conoscere il suo stato d’animo. Non resta che accontentarsi delle sue esternazioni attraverso gli amati social network. L’ultima, di un paio di giorni fa, è un autoscatto che lo ritrae sorridente. Con didascalia scaccia-crisi: “Mario sorride. Non è né triste né arrabbiato. Buongiorno”.

(di Lorenzo Amuso/ANSA)

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