Revocati i permessi d’importazione di pasta italiana?

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CARACAS – E’ stato richiesto di revocare immediatamente ogni permesso d’importazione di pasta italiana. La coordinatrice del Sindacato “Union Nacional de Trabajadores” (Unete), Marcela Máspero, ha chiesto si indaghi sull’importazione di pasta italiana e a chi viene assegnato il dollaro al tasso di 6,30 bolìvares per tale importazione.

La rappresentante sindacale sostiene che i dollari destinati all’importazione della pasta possono essere investiti nell’importazione della materia prima di cui ha bisogno “Pasta Sindoni” per produrre la stessa quantità di pasta a prezzi più convenienti e creando nuove fonti di lavoro.

Attualmente gli operai dell’industria “Pasta Sindoni” sono in agitazione per il licenziamento di 40 impiegati. La rappresentante di Unete afferma che certe situazioni si potrebbero evitare se si applicasse una politica di stimolo all’industria e non all’importazione indiscriminata di manufatti.

Máspero ha inoltre annunciato che sarà consegnato un documento al Procuratore Generale esigendo una indagine approfondita della ragione per cui si privilegia l’importazione della pasta invece di stimolare la produzione locale, suggerendo indirettamente anche l’esistenza di irregiolarità nell’assegnazione della valuta al tasso di 6,30 bolìvares per dollaro.