Pronto il nuovo Canale di Suez, opera faraonica voluta da Sisi

A picture made available by the US NAVY on 15 October shows The aircraft carrier USS Enterprise (CVN 65) crosses under the Friendship Bridge in the Suez Canal
A picture made available by the US NAVY on 15 October shows The aircraft carrier USS Enterprise (CVN 65) crosses under the Friendship Bridge in the Suez Canal
A picture made available by the US NAVY on 15 October shows The aircraft carrier USS Enterprise (CVN 65) crosses under the Friendship Bridge in the Suez Canal

IL CAIRO. – Il dono dell’Egitto al mondo. A 146 anni dalla costruzione del Canale di Suez, un nuovo sogno si realizza: il raddoppio di una parte del tratto esistente, grazie ad un canale parallelo, che velocizzerà il traffico rilanciando l’economia del Paese. Una vera e propria opera faraonica voluta dal presidente Abdel Fattah al Sisi e costruita a tempo di record, in un solo anno. Decine di capi di Stato e di governo, re e principi, emiri e governatori sono stati invitati ad assistere giovedì all’inaugurazione della nuova autostrada del mare, sotto strettissime misure di sicurezza.

Maestosa la cerimonia con il presidente Sisi che attraverserà la seconda via acquatica sullo yacht Mahroussa, la prima nave che navigò nello storico passaggio nel lontano 1869, studiato da Ferdinando Lesseps e realizzato da Alberto Negrelli. A bordo vi saranno le delegazioni dei diversi Paesi.

Dall’acqua al cielo, dove alcuni F16 sorvoleranno l’area con una dimostrazione aerea. Poi l’entrata in funzione effettiva del tratto seguito dal suono delle sirene che risuoneranno in vari porti del mondo.
Una lunga giornata di festa, con fuochi d’artificio e performance di folklore locale, che si concluderà con un concerto della marcia trionfale dell’Aida, opera che fu commissionata dal viceré d’Egitto, Ismail Pascià a Giuseppe Verdi in occasione dell’apertura del Canale sul finire del XIX secolo ma mai eseguita in quella occasione, bensì due anni dopo. Da settimane i principali quotidiani del Paese esaltano l’opera e parlano di uno “storico” evento, mettendo in evidenza come il progetto, “leggendario e mitico” rilancerà l’economia, con ricadute positive sull’occupazione.

Nazionalismo e orgoglio anche sui social media con numerosi cinguettii: “Siamo i nuovi faraoni, facciamo miracoli” o “Scriviamo la storia”. Il Canale si allunga per 72 km: un nuovo tratto di 35 chilometri parallelo a quello esistente, oltre all’ampliamento e all’approfondimento dell’attuale per una tratta di 37 km. Un lavoro considerato necessario. Il Canale era diventato inadeguato perché non vi potevano transitare le gigantesche superpetroliere e i mercantili erano costretti a lunghe attese prima di poterlo percorrere. Lo scopo è velocizzare il transito, diminuendo i tempi di percorrenza attraverso la riduzione dei tratti a senso unico alternato e raddoppiando il traffico giornaliero.

Si prevede che farà salire gli incassi dei moli dai 5,3 miliardi di dollari attuali a 13,2 nel 2023, portando vantaggi ai trasporti mondiali. Il costo stimato del progetto è di 8,2 miliardi di dollari. Oltre al raddoppio il piano prevede la costruzione di porti, di una zona industriale, con cantieri navali per riparazioni e altre strutture. Tantissimi egiziani hanno risposto un anno fa all’appello del governo del Cairo a finanziare il progetto e in soli otto giorni sono stati raccolti 6,5 miliardi di dollari tramite la vendita di obbligazioni. Secondo alcuni studi entro il 2050 il nuovo Canale potrebbe garantire all’economia egiziana fino al 35% delle sue risorse.

(Giuseppe Maria Laudani/Ansa)

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