La Sampdoria salva l’orgoglio, ma non l’Europa

Pubblicato il 06 agosto 2015 da redazione

Bojan Nastic of Vojvodina (R) vies for the ball with of Luis Muriel of Sampdoria during the UEFA Europa League qualifier match between Vojvodina and Sampdoria in Novi Sad, Serbia, 06 August 2015.  EPA/KOCA SULEJMANOVIC

Bojan Nastic of Vojvodina (R) vies for the ball with of Luis Muriel of Sampdoria during the UEFA Europa League qualifier match between Vojvodina and Sampdoria in Novi Sad, Serbia, 06 August 2015. EPA/KOCA SULEJMANOVIC

GENOVA. – La Sampdoria salva l’onore ma non la qualificazione nel Karadorde Stadium di Novi Sad. Per chi non crede ai miracoli, una cosa scontata dopo il 4-0 dell’andata del terzo turno di qualificazione di Europa League. Ma come diceva Boskov “meglio perdere una partita 6-0 che sei partite per 1-0”. La consolazione c’è: la Samp da subito sembra un’altra cosa rispetto alla partita dell’Olimpico. Più compatta, più tesa, capace di verticalizzare la manovra. Grazie anche alle decisioni di Walter Zenga: Mister Z – che alla fine vedrà salva la panchina – che nell’andata aveva toppato la formazione con ardite libere interpretazioni stavolta ha centrato tutto: anche se con qualche riserva relativa ancora al centrocampo e ai centrali di difesa, sì è capito subito che la Sampdoria del 4-0 è rimasta tra le gradinate dello stadio torinese.

Già nei primi minuti del primo tempo si avverte che l’aria è cambiata e al 15′ pt bravissimo Muriel che spedisce palla sui piedi di Eder che tira di destro da centro area mirando nell’angolino in basso a sinistra del portiere. Nulla può Zakula per la composta gioia dell’attaccante brasiliano. Il Vojvodina inghiotte amaro e rallenta il gioco, e se Soriano avesse avuto i piedi di qualcun altro concretizzando al 37′ pt un bell’assist di Krsticic (tornato fortunatamente esterno di centrocampo) sarebbe stata un’altra partita. Tanto impegno e pochi brividi hanno accompagnato la partita alla fine del primo tempo.

Negli spogliatoi il bravo Zagotcic deve aver strigliato i suoi e il Vojvodina torna in campo con un minimo in più di verve forse in attesa di un minimo calo della Samp. Ivanic si rivede e anche Ozegovic, che nell’andata ha lasciato nel ricordo blucerchiato una doppietta, ma a parte qualche scossone nulla più. Al 7′ st è Viviano che tiene in piedi la squadra con una paratona sul solito Ivanic che tenta la beffa su assist di Stanisavljevic. E ancora Viviano poco dopo allontana su un pericoloso corner dello stesso Stanisavljevic.

La Samp sembra esser trascinata dal Vojvodina ma all’improvviso Eder decide di restituire la cortesia a Muriel. I due attaccanti blucerchiati dialogano a scapito dell’intera difesa dei serbi: Eder serve il colombiano con una parabola di tacco, Muriel infila l’angolino basso a sinistra di Zakula. La manciata di tifosi blucerchiati che si sgola in quel di Novi Sad prova a sognare. Anche la squadra di Zenga ci prova ma non riesce a concretizzare. Vince, ma non sorride. I 4′ concessi dal perfettibile Raczkowski non bastano a passare il turno.

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