Assange verso la libertà? Cadono le accuse per prescrizione

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LONDRA.- Il tempo gioca a favore di Julian Assange. Si starebbe avvicinando la libertà per il fondatore di Wikileaks: secondo il Times, la prossima settimana andranno in prescrizione tre dei quattro capi d’accusa mossi dalle autorità svedesi al fondatore di Wikileaks per violenze sessuali su due donne. Come hanno confermato gli inquirenti, sono passati i cinque anni previsti dalla presentazione della denuncia necessari per portare Assange di fronte a un tribunale di Stoccolma. Nel frattempo l’attivista australiano per evitare l’estradizione ha ricevuto asilo politico dal 2012 nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove si trova tuttora.

L’intricata vicenda internazionale dell’uomo che ha sfidato con le rivelazioni pubblicate sul suo sito il governo degli Stati Uniti sarebbe a un punto di svolta anche se resta valida una quarta accusa per stupro, i cui termini di prescrizione scadranno fra cinque anni. Emblematico il titolo del Times: ”Assange vince il gioco dell’attesa”. In vista della scadenza prevista per la prossima settimana le autorità svedesi hanno dichiarato che stanno facendo dei tentativi ‘in extremis’ per interrogare l’indagato.

Secondo Karin Rosander, portavoce della procura di Stoccolma, l’attivista e le autorità britanniche avevano trovato un accordo sul suo interrogatorio a Londra ma non ci sarebbe stata una risposta agli inquirenti da parte dell’ambasciata ecuadoriana. Dal canto loro, le autorità del Paese andino dicono invece di non aver ricevuto nessuna richiesta dalla Svezia. E in questo clima di reciproca diffidenza si continua ad andare avanti da anni.

Adesso però il Guardian ha parlato di trattative in corso tra Quito e Stoccolma per trovare un accordo e permettere agli svedesi di sentire Assange. Intanto i legali dell’attivista non solo sostengono che il mancato interrogatorio non ha dato modo ad Assange di difendersi dalle accuse infamanti che lui nega ma affermano che il loro assistito continua, come sempre ha fatto, ad offrire la massima disponibilità.

Secondo uno di loro, Gavin MacFadyen, anche se la Svezia non volesse più processare Assange questo potrebbe non bastare per arrivare alla sua libertà: il rischio è che sia arrestato dalla Gran Bretagna su indicazione degli Stati Uniti. Quelli di Wikileaks temono che Londra, come sino ad ora avrebbe fatto Stoccolma, possa arrivare ad estradare Assange negli Usa per aver pubblicato i migliaia di documenti diplomatici riservati che hanno fatto tremare l’amministrazione americana nel 2010.

(di Alessandro Carlini/ANSA)

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