Fidel presenta il conto: “Gli Usa ci devono molti milioni”

Cuba, Havana : compleanno Fidel
Cuba, Havana : compleanno Fidel
Cuba, Havana : compleanno Fidel

L’AVANA. – Fidel Castro presenta il conto a Washington per l’embargo di questi decenni contro l’isola comunista: e lo fa senza giri di parole, nel giorno del suo 89/o compleanno e a poche ore dalla storica riapertura dell’ ambasciata Usa alla presenza del segretario di Stato John Kerry. “Ci dovete molti milioni di dollari”, dice in sostanza il ‘lider maximo’ in un articolo che mette in evidenza quel che pensa degli Usa, probabilmente anche nel contesto della nuova fase dei rapporti L’Avana-Washington.

Il debito è pari a “molti milioni di dollari” a causa dei “danni” provocati dalle politiche Usa con L’Avana, come denunciato all’Onu dall’isola “con argomentazioni e dati non contestabili”, sottolinea Fidel, precisando che i cubani “non smetteranno mai di lottare per la pace e il benessere”, “così come – puntualizza ancora l’ex presidente – nel diritto di tutti ad avere, oppure no, una fede religiosa”.

Nel breve articolo, il quasi novantenne Castro non cita esplicitamente il termine “embargo”, così come d’altro lato non fa parola della visita di Kerry o della normalizzazione dei rapporti bilaterali. E’ chiaro però che il tema chiave è proprio il “bloqueo”, economico e non solo, degli Usa con l’isola comunista. E che d’altra parte rappresenta il nodo fondamentale nella nuova tappa del dialogo in corso da dicembre, fase che Cuba e gli Usa affronteranno dopo la riapertura, in programma oggi, dell’ ambasciata ‘americana’ all’Avana.

Qualche giorno fa, a riaprire è stata l’ambasciata cubana a Washington. Oggi tocca appunto agli Stati Uniti vedere come, alla presenza di Kerry, la bandiera a stelle e strisce tornerà a sventolare nella propria ambasciata Usa dell’Avana, a due passi dal “Malecon habanero”, il lungomare della capitale. Cerimonia alla quale non sono stati peraltro invitati i dissidenti, che Kerry incontrerà invece a margine dell’evento.

Il lungo percorso di avvicinamento L’Avana-Washington sembra quindi seguire due binari diversi: da una parte quello promosso dal presidente Raul Castro, dall’altro quello di Fidel. Dopo il silenzio degli ultimi mesi, il maggiore dei fratelli Castro ha quindi messo nero su bianco il tema degli “indennizzi”, puntando il dito per ennesima volta contro Washington su più fronti: dalle “bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki” al fatto che “il territorio e le industrie Usa non vennero raggiunti dalla guerra” e che gli Stati Uniti divennero così “il paese più ricco e meglio armato della terra”. Senza dimenticare che “tutto l’oro del mondo andò a finire negli Usa”.

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