Isis: antico monastero cattolico raso al suolo in Siria

Pubblicato il 21 agosto 2015 da redazione

Isis: distrugge monastero cattolico in Siria

Isis: distrugge monastero cattolico in Siria

BEIRUT. – Il monastero cattolico di Sant’Elian nella Siria centrale è stato distrutto dai jihadisti dello Stato islamico (Isis) e gran parte degli abitanti di Qaryatayn, cittadina dove sorgeve il luogo sacro fino a pochi anni fa abitata sia da cristiani sia da musulmani, sono stati sequestrati e portati verso Raqqa, la ‘capitale’ dell’Isis nella Siria settentrionale. Né si ha notizia del priore del monastero, padre Jacques Murad, rapito lo scorso maggio. Nella Siria in guerra prosegue così con sempre maggiore violenza la pulizia a sfondo confessionale, scatenata dai jihadisti dello Stato islamico contro i cristiani e le comunità musulmane non sunnite, e poi attuata anche dalle forze lealiste e dagli alleati filo-iraniani, i miliziani sciiti di Hezbollah, contro civili sunniti delle regioni di Homs e di Damasco.

Nelle ultime ore l’Isis ha pubblicato una sequenza di foto con cui ha documentato la distruzione del monastero di Sant’Elian a Qaryatayn, fondato nel 432 d.C. La cittadina, situata tra Palmira e Homs, era caduta nelle mani dei jihadisti lo scorso 7 agosto, dopo esser stata per decenni un centro di incontro tra cristiani – per lo più siriaci – e musulmani, e per secoli crocevia di uomini e merci dalla Mesopotamia verso il Levante e il Mediterraneo. Le immagini diffuse dall’Isis mostrano ciò che resta della chiesa di pietra a tre navate, della cripta sotterranea, della tomba del santo – protomartire cristiano originario di Homs e ucciso dai romani nel 3/o secolo – profanata assieme agli altri locali del monastero.

Osama Edward, direttore della rete dei diritti umani dei cristiani siriaci citato dall’Associated Press, riferisce che il monastero era stato già danneggiato dai bombardamenti governativi nelle ultime due settimane e che l’Isis ha “completato la distruzione del convento”. Altre fonti da Qaryatayn confermano la demolizione del monastero da parte dei jihadisti che, secondo i racconti, avevano in precedenza rimosso la campana della chiesa.

Non si hanno notizie degli antichi manoscritti custoditi in una sala del convento. Ma si teme che come molti altri oggetti e reperti di valore i testi sacri siano già sulla strada del contrabbando internazionale di cui l’Isis è solo uno dei beneficiari. Nei giorni scorsi i jihadisti avevano ucciso l’anziano ex responsabile delle antichità del sito archeologico di Palmira. E da quando si sono impadroniti di ampie zone della Siria e dell’Iraq hanno distrutto numerose moschee, chiese, antichi templi e siti archeologici.

Il monastero di Sant’Elian era stato restaurato nei primi anni 2000 grazie agli sforzi di padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita che guidava la comunità monastica di San Mosè (Mar Musa) di cui il convento faceva parte. Dall’Oglio è scomparso a Raqqa nel luglio del 2013 e di lui si sono perse le tracce. Diverse fonti affermano che il prete romano è in mano ai jihadisti dell’Isis. La stessa sorte sarebbe toccata al priore di Sant’Elian, padre Murad, per oltre vent’anni a fianco di Dall’Oglio nel suo lavoro. Dallo scoppio delle violenze in Siria, padre Murad aveva aperto le porte del convento di Qaryatayn a centinaia di famiglie cristiane e musulmane della regione di Homs.

(di Lorenzo Trombetta/ANSA)

Ultima ora

16:04Figc: Malagò, non posso commissariare

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - "Commissariare la Federcalcio? Sulla base di quello che è emerso non ci sono gli estremi, fermo restando che ognuno ha una sua idea della partita e vediamo se il mondo del calcio, come sembra volere, dimostrerà di riuscire da solo autonomamente a venire fuori da fatti abbastanza curiosi". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, nel giorno in cui scadeva l'ultimatum alla Figc per il commissario. Provvedimento che il n.1 del Comitato olimpico nazionale aveva legato all'eventuale mancata elezione delle cariche in Lega A ma aggirato dalla richiesta di proroga del commissariamento in capo al presidente dimissionario della Figc, Carlo Tavecchio. "C'è stata questa richiesta esplicita della Lega di A e bisogna prenderne atto - aggiunge Malagò a margine della presentazione della partnership di Coni e Cip con Toyota - Vediamo se il mondo del calcio vorrà cambiare, a cominciare dalla Lega A che da tempo infinito sta cercando di eleggere i suoi nomi. Non è vero che facciamo il tifo affinché ciò non avvenga".

16:00Coni: Malagò precisa, nessuna legge ad personam

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - "Legge 'ad personam' per il sottoscritto sul limite dei mandati? Non è assolutamente così. Quello è un testo superato e tutti i presidenti federali che hanno fatto anche più di tre mandati possono concludere questo mandato e candidarsi anche al prossimo. È una notizia riportata in modo sbagliato da chi vuole sempre strumentalizzare". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, allontana così le polemiche sulle modifiche all'emendamento della legge di Stabilità sull'innalzamento a tre del limite dei mandati. Secondo alcuni giornali, una legge 'ad personam' in quanto non sarebbe prevista la retroattività per i presidenti federali ma soltanto per il presidente del Coni: "Non è così. C'è semplicemente la volontà di rispettare quelli che sono gli insegnamenti del Cio - precisa Malagò - il Coni è emanazione del Cio ed è giusto che ne segua anche quelle che sono le indicazioni, i suggerimenti. Il Cio prevede un limite di tre mandati a presidente e si chiede di uniformarci".

15:52Champions: Malagò, poteva andare peggio

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - "I sorteggi di Champions? Ora gli allenatori (Allegri e Di Francesco, ndr) diranno, come è giusto che sia, che serve la massima cautela, ma mi sembra che poteva andare peggio. Non ci si può lamentare". Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a margine della presentazione della partnership di Coni e Comitato Paralimpico con la Toyota avvenuta a Roma, commentando i sorteggi degli ottavi di finale di Champions League, che vedono la Juventus affrontare gli inglesi del Tottenham e la Roma gli ucraini dello Shakhtar Donetsk.

15:49Champions: la carica di Di Francesco

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - "Lo Shakhtar Donetsk è una squadra forte, che ha saputo qualificarsi attraverso un girone molto difficile. Noi abbiamo lottato per guadagnarci questi ottavi, ce la metteremo tutta per continuare il nostro cammino. Forza Roma!". Questo il commento, via Twitter, del tecnico Eusebio Di Francesco dopo l'accoppiamento negli ottavi di Champions League tra la Roma e la formazione ucraina. La Roma in passato ha incrociato già lo Shakhtar nella massima competizione europea. Nel 2006 le due squadre si affrontarono nella fase a gironi (vittoria dei giallorossi per 4-0 all'Olimpico e sconfitta per 1-0 a Donetsk), mentre nel 2011 si sfidarono negli ottavi con due sconfitte per la Roma (2-3 e 3-0) e conseguente eliminazione.

15:44++ New York, esplosione a stazione bus Manhattan ++

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - Un'esplosione è avvenuta a Port Authority, la stazione centrale dei bus a New York. La polizia e i vigili del fuoco sono sul posto, secondo i media americani, che riferiscono di scene di panico.

15:43Europa League: il quadro dei 16/i di finale

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - Il quadro dei sedicesimi di finale di Europa League dopo il sorteggio di Nyon (andata 15 febbraio 2018, ritorno 22 febbraio): Borussia Dortmund-Atalanta; Nizza-Lokomotiv Mosca; Copenaghen-Atletico Madrid; Spartak Mosca-Athletic Bilbao; Aek Atene-Dinamo Kiev; Celtic-Zenit San Pietroburgo; Napoli-Lipsia; Stella Rossa-Cska Mosca; Lione-Villarreal; Real Sociedad-Salisburgo; Partizan-Viktoria Plzen; Steaua Bucarest-Lazio; Ludogorets-Milan; Astana-Sporting Lisbona; Ostersunds-Arsenal; Sporting Braga-Marsiglia.

15:42Avvelenati tallio: killer ha usato acqua minerale

(ANSA)- MONZA, 11 DIC - Avrebbe utilizzato l'acqua minerale per avvelenare i suoi familiari Mattia Del Zotto, il 27 enne di Nova Milanese (Monza), reo confesso di aver ucciso volontariamente i nonni paterni e una zia e di aver tentato di uccidete i nonni materni, due zii e la badante, perché "soggetti impuri". È quanto emerso stamane dall'interrogatorio di garanzia reso dal giovane al Gip Federica Centonze sabato mattina in carcere a Monza. Le indagini della Procura di Monza si concentrano quindi sulle bottiglie a cui il giovane aveva accesso nella cantina comune della palazzina dove vive tutta la sua famiglia a Nova. Il veleno, senza sapore o odore, potrebbe essere inoltre stato inserito dal giovane anche in alcuni integratori destinati ai nonni materni e ad un infuso alle ortiche.

Archivio Ultima ora