La nuova Juve stecca la prima. E’ colpo Udinese

Pubblicato il 23 agosto 2015 da redazione

Udinese's Cyril Thereau jubilates after scoring the winning goal against Juventus during the Italian Serie A soccer match Juventus-Udinese at Juventus stadium in Turin, Italy, 23 August 2015. Udinese won 1-0. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Udinese’s Cyril Thereau jubilates after scoring the winning goal against Juventus during the Italian Serie A soccer match Juventus-Udinese at Juventus stadium in Turin, Italy, 23 August 2015. Udinese won 1-0. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

TORINO. – Il colpaccio dell’Udinese a Torino fa rumore: il gol di Herteaux ha gelato lo ‘Stadium’ in un pomeriggio di stampo autunnale. Dopo tantissimo la Juventus deve rincorrere. La sconfitta è storica, quantomeno per le statistiche: alla prima di campionato in casa i bianconeri non erano mai caduti prima. E così nello stadio dove i tifosi avevano fatto l’abitudine ai record di vittorie, con un colpo di scena l’Udinese è entrata nel ristretto club di chi ha preso i tre punti: l’ultima in campionato a riuscirci, il 6 gennaio 2013, era stata la Samp. Prima dei blucerchiati, solo l’Inter, tra le squadre italiane, e poi la Fiorentina, l’anno scorso ma in Coppa Italia. S

ono solo statistiche, questi numeri non spaventano Allegri, che ha chiesto “tempo e pazienza”. Oggi ha dovuto fare a meno in un colpo solo di mezzo centrocampo, Khedira e Marchisio, e di Morata. Molto pesante l’assenza del ‘principino’: Padoin si è spremuto con grande impegno, ma sono mancati tocchi ed ispirazione. Le attenuanti sono molte, ma la partenza falsa un po’ deve avere allarmato il tecnico bianconero: contro l’Udinese molto non ha funzionato nella Juve rinnovata: Pogba non è stato leader e non poche sue giocate sono state deludenti, la partenza contemporanea di Vidal, Pirlo e Tevez ha lasciato un vuoto che non sarà facile colmare, sul piano tecnico e della personalità dei giocatori, anche se il tempo ed i nuovi arrivi previsti dovrebbero giocare a favore dei bianconeri.

Forse già domani l’annuncio di Cuadrado poi la Juve giocherà tutte le carte per arrivare a Draxler o ad un altro trequartista di valore. Allegri non si nasconde che il lavoro da fare è molto: oggi ha stupito con Coman al posto di Dybala, lasciato in panchina fino a metà del secondo tempo. Poi non ha convinto con Llorente e Mandzukic insieme. Ci sarebbe un’altra luce in casa bianconera, probabilmente, se Mandzukic, Coman e Padoin avessero messo dentro i palloni quando hanno avuto le occasioni: questa Juve che ancora non crede a se stessa come quella travolgente delle ultime quattro stagioni, avrebbe ricaricato il suo entusiasmo. Ma dei 75-80 gol della quota fissata da Allegri per vincere lo scudetto, non ne è arrivato neanche lo straccio di uno. Debole il primo tiro di Coman, inguardabili le punizioni di Bonucci e Pogba (con tanto rimpianto di Pirlo), bravo Karnezis sul destro di Lichsteiner (19′), e su Padoin al tiro (25′).

L’Udinese si è difesa, ha resistito, rinunciando ad osare qualcosa in più per non correre troppi rischi. L’unica vera puntata a rete nei primi 45′ l’ha fatta Ali Adnan: tiro sull’esterno della rete dopo una bella fuga in slalom. I tre difensori bianconeri hanno messo il bavaglio a Herteaux e Di Natale, ancora a secco allo ‘Stadium’, ma la Juventus non è mai riuscita a sfondare: battagliero Mandzukic, ma troppo impreciso nel tiro, vivace Coman, ma troppo distante dalla porte, spento Pereyra dopo un inizio promettente, spesso anonimo Pogba.

Nei primi minuti del secondo tempo, la Juve ha provato a spingere, si è visto per qualche minuto un Pogba più leader, pericoloso in zona gol, rasoterra e girata al volo tra il 6′ ed il 7′, gol mangiati da Padoin e Mandzukic, ma l’Udinese ha fatto quadrato: squadra compatta, pochi fronzoli, tutti concentrati in difesa.

I cambi di Colantuono hanno impresso la svolta: con Kone e Zapata i friulani si sono sistemati al meglio per tentare l’impresa. E, puntuale, è arrivato il gol del successo, con la complicità di una disattenzione di Lichtsteiner, che era stato uno dei bianconeri più brillanti. La Juve ha provato a rimediare, ma l’Udinese ha sfiorato due volte il raddoppio, con Zapata e Widmer.

(di Renato Botto/ANSA)

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