Lazio, a Leverkusen è già finito il sogno Champions

Roms Stefan de Vrij (r) and Keita react after the UEFA Champions League play off second leg match between Bayer Leverkusen and Lazio Rome in Leverkusen, Germany, 26 August 2015. EPA/ROLF VENNENBERND

Roms Stefan de Vrij (r) and Keita react after the UEFA Champions League play off second leg match between Bayer Leverkusen and Lazio Rome in Leverkusen, Germany, 26 August 2015.  EPA/ROLF VENNENBERND
Roms Stefan de Vrij (r) and Keita react after the UEFA Champions League play off second leg match between Bayer Leverkusen and Lazio Rome in Leverkusen, Germany, 26 August 2015. EPA/ROLF VENNENBERND

Leverkusen's players celebrate after Admir Mehmedi (unseen) scored the 2-0 during the UEFA Champions League play off second leg match between Bayer Leverkusen and Lazio Rome in Leverkusen, Germany, 26 August 2015.  EPA/Federico Gambarini
Leverkusen’s players celebrate after Admir Mehmedi (unseen) scored the 2-0 during the UEFA Champions League play off second leg match between Bayer Leverkusen and Lazio Rome in Leverkusen, Germany, 26 August 2015. EPA/Federico Gambarini

ROMA. – Penalizzata dagli errori difensivi di De Vrij e Mauricio e dall’inconsistenza di un attacco dove Keita non ha inciso facendo rimpiangere gli assenti Klose e Djordjevic, la Lazio è già fuori dalla Champions League. A Leverkusen perde 3-0 con un Bayer che gioca con molta più intensità dei biancocelesti e quindi con un ritmo che a questo punto della stagione la formazione di Pioli non può avere. Il Bayer, i cui giocatori arrivavano sempre per primi sul pallone, ha vinto per il motivo molto semplice che si è dimostrato migliore della Lazio, ennesimo team italiano a non superare lo scoglio estivo del playoff della massima competizione europea.

Così il sogno della Roma biancoceleste si spegne nello stadio del Bayer, finendo nella voragine degli errori dei suoi difensori centrali (ma perchè il titolare Gentiletti è stato tenuto in panchina?) al termine di un match nel quale il presunto fuoriclasse Felipe Anderson non è mai riuscito a prendere per mano la squadra e trascinarla dove avrebbe voluto essere. Trovare adesso di chi sia la colpa sarebbe forse ingeneroso, e si deve anche dire che una delle due ammonizioni a causa delle quali, al 23′ st, Mauricio è stato espulso forse non c’era, ma non bisogna sminuire i meriti di un avversario superiore, come nel dopopartita ha ammesso lo stesso Pioli.

Certo si è avvertita l’assenza di Biglia, come infatti si temeva, e nessuno è stato capace di fermare il 21enne Calhanoglu, calciatore dall’impressionante capacità di tiro, ma va detto che la società avrebbe potuto fare qualcosa di più in sede di mercato, per cercare di approdare a quel passaggio alla fase a gironi che avrebbe significato un bel pacco di milioni per le casse del club. Comunque ci ha messo del suo anche il tecnico, schierando la difesa a tre e gente come Radu, e tenendo fuori Cataldi a beneficio di un confusionario Onazi.

Nel buio dell’Arena del Bayer i lampi ci sono stati solo da parte dei padroni di casa, e se non ci fosse stato Berisha ad opporsi alle conclusioni di Bender e Calhanoglu il risultato avrebbe potuto avere proporzioni più vistose. Nel primo tempo la Lazio tiene botta per un quarto d’ora, poi il Bayer comincia a spingere e farsi pericoloso. Così al 40′, quando il gol era maturo, il Bayer passa dopo un errore di De Vrij che genera una carambola con pallone che batte su Mauricio per poi finire a Calhanoglu che ‘fulmina’ Berisha da posizione ravvicinata.

A inizio ripresa l’inizio del Bayer è travolgente e la Lazio appare groggy. Al 3′ st Mauricio sbaglia l’anticipo mettendo Bellarabi in condizione di segnare con un tiro a mezza altezza. Poi a far sobbalzare i tifosi provvede Bender prima che Pioli faccia uscire il difensore Radu per inserire l’esterno offensivo Kishna. Mossa inutile perchè la Lazio continua a non convincere e il tourbillon tedesco continua a far girare la testa ai biancocelesti. Così all’88’ arriva anche la rete del 3-0, su fulminea azione di contropiede innestata dalla sponda aerea di Kiessling, con palla all’ottimo Brandt, che va in velocità e appoggia a Bellarabi che segna la più facile delle reti.

E ora la Lazio è già fuori dalla Champions, dovrà accontentarsi dell’Europa League e intanto, dopo la finale di Supercoppa a Shangai, perde la seconda sfida decisiva della sua stagione. E il gioco propositivo della scorsa stagione per ora appare uno sbiadito ricordo.

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