Stipendi al palo, ma risale la fiducia dei consumatori ad agosto

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ROMA. – Retribuzioni ancora al palo a luglio, con il blocco della contrattazione nel pubblico impiego. Mentre risale la fiducia dei consumatori ad agosto e quella delle imprese scende lievemente, lasciando comunque gli indici ai livelli massimi degli ultimi due anni. La fotografia scattata dall’Istat mette infatti in luce un miglioramento sia dei giudizi che delle aspettative dei consumatori sull’attuale situazione economica, con una lieve diminuzione anche delle attese di disoccupazione. Più contrastato, invece, il quadro nelle imprese (dove il clima di fiducia sale in quelle del commercio al dettaglio e delle costruzioni e al contrario scende nelle imprese manifatturiere e dei servizi di mercato).

Per Confesercenti, sulle imprese italiane “pesa ancora un clima di incertezza” perché “i segnali che arrivano dai mercati, soprattutto da quelli esteri, sono confusi e non permettono di definire uno scenario chiaro e sicuro di ripresa”. E, prosegue, “il mutamento dello scenario della domanda internazionale, che appare meno positivo rispetto all’inizio dell’anno, influenza soprattutto l’industria manifatturiera”. Da segnalare che sul mercato interno, invece, per le imprese del commercio al dettaglio migliorano le attese sulle vendite future.

Intanto, per quanto riguarda gli stipendi, l’Istituto di statistica certifica una crescita delle retribuzioni contrattuali orarie che si ferma allo 0,1% a luglio rispetto al mese precedente, mentre nel confronto annuo si arriva al +1,2%, comunque sui valori minimi. A pesare è ancora soprattutto il blocco della contrattazione nella Pubblica amministrazione (fino a fine 2015). Nel mese scorso si è infatti registrato un incremento tendenziale delle retribuzioni pari all’1,7% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della Pa. Nel complesso ad essere in attesa del rinnovo del contratto di lavoro sono 4,9 milioni di dipendenti (2,9 milioni nel pubblico impiego): sono 36 i contratti scaduti alla fine di luglio, di cui 15 appartenenti alla Pubblica amministrazione.

Da questi dati emerge che “l’immobilismo è il principale protagonista” del Paese, affermano Federconsumatori e Adusbef commentando le retribuzioni “ferme”: “Non c’è più tempo per discutere, è ora di agire. Il Governo – dicono – deve attuare in tempi brevi misure che consentano al Paese di ripartire”. Il Codacons invece, a proposito dell’indice della fiducia, parla di dato positivo anche se mette in guardia da “abbagli e facili entusiasmi”, perché la situazione è ancora di “instabilità”.(

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