Immigrazione: paese in rivolta per l’arrivo di 19 profughi

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BRESCIA. – Un paese in rivolta contro i profughi. Succede a San Colombano, piccola frazione di Collio, in alta Valtrompia nel Bresciano. Abitanti: poco più di 500. E da ieri sono sul piede di guerra, da quando 19 immigrati sono stati accolti in un albergo del paese. Una struttura chiusa da tre anni e il cui proprietario ha partecipato al bando per l’accoglienza pubblicato dalla Prefettura di Brescia. La notte scorsa più di duecento abitanti del paese hanno manifestato all’esterno dell’albergo che ospita i profughi. Non sono mancati momenti di tensione con le forze dell’ordine che hanno impedito che i manifestanti entrassero in albergo.

C’erano anche esponenti di Forza Nuova e del movimento Brescia ai Bresciani, ma la protesta è stata soprattutto popolare con il sindaco del paese Mirella Zanini a sostenere la causa dei suoi concittadini. “Nessuno ci ha avvisati che sarebbero arrivati i profughi e poi l’albergo non ha più la licenza da tre anni”, ha detto il primo cittadino del piccolo paese bresciano che ha poi spiegato che “un comitato di abitanti ha iniziato una raccolta firme per chiedere che i profughi vengano allontanati”.

San Colombano di Collio è un paese che in estate accoglie numerosi turisti e ieri alcuni villeggianti, dopo l’arrivo di profughi, hanno lasciato il paese. “Saremmo dovuti rimanere fino a fine settembre, ma non ci stiamo più”, è il racconto di una famiglia che aveva preso in affitto un appartamento nel centro del paese, proprio sulla stessa via dell’albergo dove da ieri ci sono i profughi. “La gente è arrabbiata e spaventata. L’albergo è vicino alle scuole del paese e le mamme dei bambini hanno paura”, ha aggiunto il sindaco Zanini, esponente di Forza Italia, candidata un anno fa alle elezioni europee.

Sempre nel bresciano, in un’altra valle, la Vallecamonica, un altro sindaco si è fatto notare per un’iniziativa di segno opposto nell’ambito della vicenda profughi. Il primo cittadino di Temù, Roberto Menici, attraverso un’ordinanza ha vietato in paese qualsiasi manifestazione che non sia di carattere turistico. Ordinanza che vale dal primo giugno al 30 settembre, ma che il primo cittadino ha firmato soltanto ieri, due giorni prima della manifestazione organizzata per domani dalla Lega Nord contro l’arrivo di profughi in Vallecamonica e già autorizzata dalla questura di Brescia.

“Il sindaco getti la maschera, il suo è un atto fascista, antidemocratico e gravissimo. E’ chiaro che il sindaco, intimorito dalla reazione popolare, vuole tappare la bocca ai cittadini, vuole soffocare le legittime rimostranze della nostra gente” ha detto il deputato bresciano della Lega Nord Davide Caparini. Il primo cittadino di Temù, convocato in prefettura nel pomeriggio, è stato costretto a cedere. La gestione dell’ordine pubblico è infatti affidata alla questura e la manifestazione della Lega domani pomeriggio sarà regolarmente svolta.

(di Andrea Cittadini/ANSA)

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