New York Times: “Fallimento Ue, Roma lasciata sola coi migranti”

In this Thursday, Aug. 27, 2015 photo, a sunken boat carrying migrants is pulled in to the port Zuwara, Libya. It was not clear how many migrants had drowned. Dozens of boats are launched from lawless Libya each week, with Italy and Greece bearing the brunt of the surge. (ANSA/AP Photo/Mohamed Ben Khalifa)
In this Thursday, Aug. 27, 2015 photo, a sunken boat carrying migrants is pulled in to the port Zuwara, Libya. It was not clear how many migrants had drowned. Dozens of boats are launched from lawless Libya each week, with Italy and Greece bearing the brunt of the surge. (ANSA/AP Photo/Mohamed Ben Khalifa)
In this Thursday, Aug. 27, 2015 photo, a sunken boat carrying migrants is pulled in to the port Zuwara, Libya. It was not clear how many migrants had drowned. Dozens of boats are launched from lawless Libya each week, with Italy and Greece bearing the brunt of the surge. (ANSA/AP Photo/Mohamed Ben Khalifa)

NEW YORK. – Sull’emergenza profughi “l’Europa ha fallito”. Almeno finora. E molte capitali che adesso si dicono scioccate per la tragedia del Tir scoperta in Austria o per la nuova ecatombe nel Mediterraneo sono le stesse “che per lungo tempo si sono rifiutate di intraprendere azioni concrete”. Non usa mezzi termini il New York Times, che critica duramente l’Unione europea per non essere stata capace di agire “di fronte alla più grande ondata di rifugiati dalla seconda guerra mondiale”, accordandosi come avrebbe dovuto su un piano condiviso tra tutti gli stati membri e sulla realizzazione di un sistema efficace di quote per la ripartizione dei profughi. Non solo.

Il quotidiano Usa – che dedica un editoriale alla crisi degli immigrati che arrivano dal Mediterraneo e dai Balcani – sottolinea come “l’Unione europea ha fatto poco per aiutare i due Paesi dove gran parte dei rifugiati sono approdati, Italia e Grecia”, e punta il dito in particolare contro Londra e Parigi ree di aver usato la linea dura contro i disperati che fuggono dalle guerre in corso nella regione mediorientale, fermandoli anche con le maniere forti ai loro confini. E’ altro invece quello che serve, e il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, lo dice esplicitamente: quello che l’amministrazione Obama si aspetta dall’Unione europea è innanzitutto una stretta sui trafficanti di esseri umani.

A Washington si fa fatica a capire le difficoltà incontrate dai 28 Paesi della Ue nel trovare una via di uscita a una emergenza cosi’ grande, che assume sempre più le dimensioni di una catastrofe umanitaria. E il presidente Barack Obama nelle ultime ore ha cercato di farselo spiegare ancora una volta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, nel corso di una telefonata in cui ha comunque espresso apprezzamento per la leadesrhip che adesso Berlino sembra voler esercitare sul fronte dell’accoglienza, soprattutto dei profughi siriani. Profughi a cui la Germania sta aprendo le porte alleviando anche il peso dell’emergenza che grava su altri Paesi.

Il Nyt sottolinea proprio le parole della cancelliera tedesca che si è detta profondamente scossa dalle notizie delle ultime ore, lanciando un nuovo appello ai partner europei perchè si accordino su un piano comune. “Ma abbiamo già ascoltato queste dichiarazioni prima”, si afferma nell’editoriale del Times, auspicando comunque che stavolta il Vecchio Continente sia in grado di prendere le misure necessarie. Mentre le Nazioni Unite prevedono un flusso di 3.000 rifugiati al giorno nei Balcani, esprimendo forte preoccupazione per il prevedibile rafforzamento del fronte xenofobo in Europa.

E proprio all’Onu la Turchia ha chiesto che le tragedie dell’immigrazione nel Mediterraneo siano al centro dell’agenda della prossima Assemblea generale, che si riunirà in sessione plenaria a fine settembre.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)