Conte avverte: “In azzurro solo chi gioca in campionato”

Italian national soccer team's head coach Antonio Conte attends the team's training session at Coverciano Sports Center in Florence, Italy, 31 August 2015. ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI
Italian national soccer team's head coach Antonio Conte attends the team's training session at Coverciano Sports Center in Florence, Italy, 31 August 2015. ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI
Italian national soccer team’s head coach Antonio Conte attends the team’s training session at Coverciano Sports Center in Florence, Italy, 31 August 2015.
ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

FIRENZE. – Antonio Conte comincia il raduno della nuova stagione, quella che dovrà portare lui e la sua Italia agli Europei, rinnovando l’avvertimento: “qui viene solo chi gioca”. E nonostante inarrestabile l’invasione dei calciatori stranieri e la coperta dei talenti italiani è sempre più corta, specie in attacco, ma su quell’aspetto il ct azzurro sembra non voler transigere più: “per queste convocazioni ho voluto affidarmi al gruppo della scorsa stagione ma d’ora in poi starò molto attento al campionato. E’ inevitabile che se dovessero perdurare le situazioni di certi giocatori la nazionale per loro diventerebbe a rischio. Preferisco dirlo per una questione di rispetto e onestà nei riguardi di chi gioca”.

E’ un avvertimento che riguarda tutti, anche chi finora è stato titolare in azzurro ma ha iniziato la nuova annata in panchina, come Simone Zaza. “Ha fatto bene andando alla Juve ad accettare questa importante sfida – dice Conte -: se hai giocato titolare in azzurro devi ambire ad un club come quello bianconero. Però se lui continua a non giocare diventa un problema”. E ciò vale anche se nel ruolo di prima punta le alternative al momento si contano sulle dita. Così il ct deve per forza di cose guardare anche all’estero: “ma – precisa – ovviamente guarderò al campionato per vedere se ci sono delle scoperte o anche delle riscoperte”.

Un messaggio che lascia aperte le porte a più candidati. Nell’attesa il ct cerca di sfruttare al meglio il materiale di cui dispone, come Florenzi con cui ha parlato a lungo (“è contento di giocare terzino”) e Insigne, convocato per il forfait di Giovinco, che lui vede più esterno che trequartista. “Prandelli ha detto che per la Nazionale non c’è futuro? Lui è stato 4 anni in azzurro – dice poi Conte commentando le ultime frasi del suo predecessore -, conosce meglio di me la situazione. Però io rispondo che rispetto al recente passato i grandi club sono tornati a investire, penso alla Juve, alla Roma, ma anche al Milan e all’Inter, segno evidente che si vuol riportare il calcio italiano in prima pagina. La speranza è che ci sia poi riscontro anche sul campo, pure a livello internazionale. Intanto lavoro con quanto ho a disposizione. d’altronde noi allenatori siamo come dei sarti, dobbiamo fare l’abito col materiale che si ha, un materiale bellissimo, guardando anche alle risorse dell’Under 21”.

Quanto al campionato e alle sue prime tensioni, invita a lasciarlo fuori dai cancelli di Coverciano: “quando si viene qui si pensa solo alla Nazionale, normale che chi ha vinto sia felice e chi ha perso non lo sia, ma ora ci aspetta una settimana importante, voglio battere Malta e Bulgaria per mettere un piede e mezzo, se non entrambi, all’Europeo”.

La prima sfida sarà giovedì a Firenze, città antijuventina per eccellenza che non lo ha mai amato. “Più che un appello per me, anche se adesso che sono ct vorrei essere sostenuto da tutti, lo faccio per la Nazionale: c’è bisogno del sostegno di tutti i tifosi fiorentini per portarci in Francia”, è l’auspicio del ct che domani al Museo del calcio presenterà il proprio sito ufficiale.

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