Usa a caccia dei leader Isis, offensiva con i droni in Siria

A Yemeni man looks at graffiti showing a US drone after al-Qaeda in Yemen confirmed the death of its leader in US drone strike, in Sana'a, Yemen, 16 June 2015. EPA/YAHYA ARHAB
A Yemeni man looks at graffiti showing a US drone after al-Qaeda in Yemen confirmed the death of its leader in US drone strike, in Sana'a, Yemen, 16 June 2015. EPA/YAHYA ARHAB
A Yemeni man looks at graffiti showing a US drone after al-Qaeda in Yemen confirmed the death of its leader in US drone strike, in Sana’a, Yemen, 16 June 2015. EPA/YAHYA ARHAB

NEW YORK.- E’ caccia ai leader dell’Isis in Siria, dove si trovano le principali roccaforti dei jihadisti compresa Raqqa, la città considerata la capitale dello stato islamico. Una caccia che gli Stati Uniti stanno ora portando avanti con una campagna segreta condotta con i droni. A rivelarlo è il Washington Post, sottolineando come di fatto si entra in una nuova fase della guerra all’Isis, con il coinvolgimento del Commando Congiunto delle Forze Speciali e della Cia. Una collaborazione responsabile dei recenti attacchi contro lo Stato Islamico e che si e’ tradotta nell’uccisione di alcuni dei suoi leader, incluso il militante inglese Junaid Hussain, ritenuto uno degli architetti degli sforzi dell’Isis per usare i social media per incitare attacchi negli Stati Uniti.

Il programma segreto rappresenta un significativo coinvolgimento della Cia nella guerra in Siria, con lo schieramento Counterterrorism Center contro un gruppo di militanti che in molti ritengono abbia oscurato al Qaida come minaccia. La campagna mira a ”target di alto valore”, ai leader e alle figure chiave sospettate di essere coinvolte nel tentativo di costruire una rete terroristica fuori dai confini di quello che dichiarano il califfato. Il programma riflette l’aumento dei timori dell’antiterrorismo americano sui pericoli posti dall’Isis, cosi’ come la frustrazione per gli attacchi convenzionali che non sono riusciti finora a indebolirlo.

L’Isis si presenta come un avversario nuovo per gli Stati Uniti e pone delle sfide diverse rispetto a quelle di al Qaida: si muove su un territorio piu’ ampio, e sembra continuare a reclutare militati senza problemi. Per l’amministrazione Obama la campagna droni mostra le difficoltà di fermare la trasformazione della Cia da agenzia di intelligence in forza paramilitare. Il presidente americano, Barack Obama, ha segnalato di voler far si’ che l’agenzia ceda il controllo degli attacchi droni al Dipartimento della Difesa, e torni a essere piu’ concentrata sulle tradizionali attivita’ di spionaggio. Ma il coinvolgimento della Cia in Siria sembra mostrare un’inversione di tendenza.

Obama resta impegnato ad aumentare la trasparenza delle attivita’ antiterrorismo, afferma la Casa Bianca. Fra le vittime degli attacchi con droni c’è il militante inglese Hussain, legato a uno dei due uomini uccisi in Texas quest’anno dopo che avevano aperto il fuoco nel corso di un evento dedicato alle vignette anche su Maometto. Hussain non sarebbe stato direttamente coinvolto nelle decapitazioni degli ostaggi occidentali da parte dell’Isis o in altre violenze. La decisione di ucciderlo mostra che anche i militanti impegnati negli sforzi media dell’Isis sono considerati obiettivi.

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