Renzi, sui migranti scontro umani contro bestie

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene alla Festa Nazionale de L'Unità, Milano, 06 Settembre 2015. ANSA/FLAVIO LO SCALZO
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene alla Festa Nazionale de L'Unità, Milano, 06 Settembre 2015. ANSA/FLAVIO LO SCALZO
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene alla Festa Nazionale de L’Unità, Milano, 06 Settembre 2015. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

ROMA. – Quella sui migranti è una sfida di “umanità”, che non vede “il Pd contro la destra, ma umani contro bestie”. Il premier Matteo Renzi sceglie il palco della Festa dell’Unità per rivendicare le scelte del governo di fronte all’emergenza dei profughi che continuano ad arrivare alle frontiere europee. Il premier, nel giorno in cui il Papa chiede di aprire le parrocchie e un corteo di macchine a Vienna si mobilita per andare ad aiutare i migranti in arrivo dall’Ungheria, attacca Grillo e Salvini. Ed è scontro: “Così insulta milioni di italiani. Io sono una bestia ma lui è un clandestino”, replica il leader leghista. E “un asino”, fa eco Forza Italia.

Di fronte alla tragedia dei migranti la soluzione, avverte il Capo dello Stato Sergio Mattarella, è “porsi alla guida dei processi mondiali. E per farlo, serve una coraggiosa azione politica e la risposta delle nazioni democratiche non può essere la chiusura e l’arroccamento”. Così come un “contributo per vincere l’indifferenza”, sottolinea il Presidente della Repubblica, puo’ arrivare dalle “religioni”.

Una posizione di apertura che Renzi rivendica di aver sempre avuto in questi mesi, anche quando in Europa l’atteggiamento prevalente era di gran lunga più ostile di quello mostrato nelle ultime ore. Certo, dice il capo del governo, “ci vogliono delle regole, non si può andare avanti con l’iperbuonismo ma neanche – sottolinea mentre mostra le foto dei bambini morti a Bodrum – andare avanti facendo finta niente e mai si può rinunciare a salvare una vita umana. E se – aggiunge rivolgendosi ai militanti della Festa dell’Unità – per queste scelte perderemo un punto nei sondaggi non ci interessa”.

Sì, perché “c’è un elemento di umanità sotto il quale non si può scendere, non si può strumentalizzare anche la vita. Non c’è il Pd contro le destre, ci sono umani contro le bestie. Dobbiamo tornare – afferma fra la foga e venendo accolto dagli applausi – a essere umani prima ancora che appartenere a un partito”. Insomma, dice Renzi attaccando direttamente anche Beppe Grillo, “se il modello è l’Ungheria di Orban noi siamo orgogliosamente un’altra cosa”.

E dunque di fronte agli sbarchi che proseguono senza sosta (anche ieri in Italia sono approdati centinaia di profughi), la politica si divide e trova inedite sintonie come quella fra Grillo e Salvini da una parte e Letta e Renzi dall’altra. E’ un tema – dice infatti l’ex premier – su cui si gioca il destino stesso della Ue e l’Italia deve mettersi alla testa di cambiamento complessivo”.

Gli applausi dei tedeschi, osserva poi il deputato di Scelta civica e presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Mazziotti, sono “come fischi per Salvini”, rappresentante di una “destra fanatica e razzista”, chiosa Fabrizio Cicchitto (Ncd). Attacchi che però non scalfiscono il leader leghista: “Sono una ‘bestia’ perché difendo gli italiani? Allora sì, sono una bestia. E Renzi è un clandestino”.

(di Chiara Scalise/ANSA)

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