Migranti: la Chiesa si mobilita, obiettivo 100 mila ospiti

Pubblicato il 07 settembre 2015 da redazione

migranti nelle parrocchie

ROMA. – Centomila profughi nelle parrocchie italiane e fino a 400 mila in quelle di tutta Europa: è l’obiettivo che si pone la Chiesa dopo l’appello di Papa Francesco. “Si può”: è il filo rosso che accompagna le dichiarazioni, dalle conferenze episcopali di tutta Europa fino ai preti titolari delle più piccole parrocchie. La macchina dell’accoglienza d’altronde è abbastanza rodata, considerato che la Chiesa, innanzitutto con Caritas e Migrantes, è impegnata da anni sul fronte dell’emergenza migranti.

L’appello del Papa ad accogliere i migranti “trova le nostre Chiese – assicurano per la Cei il card. Angelo Bagnasco e mons. Nunzio Galantino – in prima fila nel servizio, nell’accompagnamento e nella difesa dei più deboli”. Presidente e segretario generale indicano che al Consiglio di fine mese ne discuteranno “al fine di individuare modalità e indicazioni da offrire a ogni diocesi”. Arriva un po’ controcorrente invece una voce dalla chiesa siriana. Mons. Antoine Audo, vescovo di Aleppo dei Caldei e Presidente di Caritas Siria, esprime gratitudine per le parole del Papa ma sottolinea che “il nostro desiderio è quello di rimanere nel nostro Paese. Non ce la sentiamo di dire alla gente: scappate, andate via, che qualcuno vi accoglierà”.

Intanto l’appello del Papa mobilita i vescovi di tutta Europa. E in Italia nelle parrocchie è già una corsa a preparare tutto l’occorrente per l’accoglienza. Serviranno locali ma anche una rete di assistenza. Proprio da una delle due parrocchie del Papa, Sant’Anna in Vaticano, arriva una promessa: “Oltre alla casa cercheremo di trovare anche un lavoro per il capofamiglia”, confida all’Osservatore Romano il parroco, padre Bruno Silvestrini.

A fare i calcoli sulla possibile ricaduta dell’appello di Papa Francesco è monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes. “Partiamo dal fatto che il Papa chiede che ogni parrocchia, istituto religioso o santuario possa ospitare una famiglia, quindi 3 o 4 persone. Se sono 27mila le parrocchie, la capacità potrebbe essere di 100mila persone. Una cosa che è possibile se pensiamo che dopo la prima guerra mondiale le nostre parrocchie sono arrivate ad ospitare fino a mezzo milione di profughi. Se poi pensiamo all’Europa, le parrocchie sono circa 100 mila e quindi la capacità potrebbe allargarsi fino a 400 mila persone”.

Le possibilità allo studio sono le più svariate: se Vicenza ed Avezzano accoglieranno la famiglia di profughi direttamente in arcivescovado, la piccola parrocchia di Mezzano, provincia di Caserta, 400 anime in tutto, affitterà un monolocale. Ma molte strutture già sono rodate da decenni. A Roma la Caritas – ricorda il cardinale vicario Agostino Vallini – ha aperto il primo centro per migranti nel 1981.

Anche “la Chiesa fiorentina è da tempo impegnata nell’accoglienza di profughi e rifugiati e già ne ospita alcune centinaia”, riferisce il cardinale Giuseppe Betori. Dodici donne eritree, con due bambini sono ospitate nella “Casa Emanuel” del Santuario di Pompei. Decine in tutta Italia le ‘case’ delle suore di Madre Teresa che ospitano immigrati in difficoltà. Una di queste è pure in Vaticano.

(di Manuela Tulli/ANSA)

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