Porta: “Spiegheremo all’Inps la realtà del Venezuela”

Pubblicato il 09 settembre 2015 da redazione

L'ambasciatore Mignano, l'on. Porta, il Nunzio apostolico Giordano, il console Lorenzini.

L’ambasciatore Mignano, l’on. Porta, il Nunzio apostolico Giordano, il console Lorenzini.

CARACAS – “Le regole del gioco sono quelle e vanno rispettate. Ma c’impegniamo a spiegare all’Inps la realtà del Paese. Insomma, che in Venezuela vi è più di un tipo di cambio e che, quindi, si può scegliere quello con cui calcolare le pensioni. L’Ambasciata e il Consolato sono disposti a certificare anche le informazioni sul tipo di cambio ponderato che trimestralmente inviano a Roma. Ed esso è molto più vicino alla realtà. L’Inps queste cose dovrebbe già conoscerle. Dovrebbe sapere che in Venezuela si vive una situazione eccezionale per la grave crisi economica e le sue ricadute sull’inflazione e il valore della moneta”.

L’on Fabio Porta è stato di nuovo tra noi. Nessun incontro con la Collettività nel “Centro Italiano Venezolano”. Ha, comunque, avuto modo di ascoltare esponenti del Comites e del Cgie ancora in carica, presidenti delle nostre Istituzioni, l’Ambasciatore, Silvio Mignano, e il Console Generale, Mauro Lorenzini. Si è recato a Maracay, dove ha visitato la “Casa di Riposo Angelo Petricone” e a Los Teques, dove ha visitato gli anziani ospiti di “Villa Pompei”. Non è rimasto, quindi, con le mani in mano. Ma ha cercato di informarsi, come sempre fa ogni qualvolta viene in Venezuela, sulla realtà che vivono i connazionali e conoscere gli sviluppi della situazione politica del Paese.

– Consideriamo doveroso un intervento eccezionale dell’Inps, anche se circoscritto a sei mesi o a un anno – ha riferito alla Voce il parlamentare eletto nella circoscrizione America Meridionale -. Bisogna evitare che l’adeguamento alle pensioni, che di solito è fatto a novembre con la programmazione dei pagamenti, sia realizzato con il tipo di cambio con il quale si è proceduto negli ultimi anni. Quello è un tipo di cambio che distrugge il potere d’acquisto delle pensioni. E così non solo si arreca un danno economico ai nostri pensionati ma anche all’immagine dell’Italia. I pensionati, pur sapendo che non è colpa dell’Italia si aspettano dalla Madrepatria una manifestazione di solidarietà, in particolar modo in un momento così difficile come quello che stanno vivendo; una manifestazione di solidarietà che non può venir meno.

Conferma che ha già chiesto un incontro urgente con la Direzione Generale dell’Inps allo scopo di illustrare la nostra realtà che esige, ribadisce il parlamentare, “un intervento urgente ed eccezionale”.

– Si tratta di trovare una mediazione per il pagamento delle pensioni in convenzione internazionale – spiega -. Questo, nel caso del Venezuela, viene fatto applicando un tipo di cambio ufficiale staccato dalla realtà.

Porta casa-italia

Ma negli incontri sostenuti nei pochi giorni trascorsi in Venezuela, il nostro deputato non ha affrontato solamente il problema delle pensioni. Al centro del suo interesse vi sono state anche la realtà politica e la crisi economica. E, infatti, mentre in un incontro, promosso dall’Ambasciatore Mignano nella sua residenza, esponenti delle nostre associazioni e della Camera di Commercio coglievano l’occasione per dipingere con toni sobri la realtà economica del paese; nello stesso scenario, e nel corso di una colazione, il Nunzio Apostolico, Aldo Giordano, offriva al deputato la sua analisi della realtà sociale e politica del Venezuela.

– Non è stato possibile conversare con l’on. Elvis Amoroso, presidente della “Grupo de la Amistad Venezuela Italia”, poiché impegnato – spiega -. Purtroppo anche in Venezuela molti deputati stanno rientrando solo ora dalla pausa estiva. Per questo non è stato possibile organizzare incontri istituzionali.

Spiega che col Nunzio Apostolico si è parlato anche del ruolo della Chiesa cattolica e del prossimo viaggio di Papa Francesco a Cuba che avrà sicuramente ricadute in America Latina e, in particolare, in Venezuela.

– Ho sostenuto anche un interessante colloquio con l’Ambasciatore Milos Alcalay, collaboratore del Sindaco Antonio Ledezma – riferisce per poi assicurare che in Italia si è coscienti della situazione particolare che oggi tocca vivere al Venezuela.

– In Parlamento – commenta – abbiamo ricevuto una delle figlie del Sindaco, oggi agli arresti domiciliari.
E prosegue:

– E’ chiaro che l’Ambasciatore Alcalay ha espresso le sue preoccupazioni, ci ha illustrato il suo punto di vista. E ci ha annunciato la prossima visita della moglie di Ledezma, Mitzy Capriles, in Italia. Lo scopo, incontrare i rappresentanti delle istituzioni e far conoscere il punto di vista di chi è oggi all’Opposizione. Hanno tutto il diritto di farlo. L’Italia è comunque molto attenta a quanto accade in questo Paese.

Sottolinea che l’Italia segue con attenzione e preoccupazione le vicende venezuelane.

– Anche con estrema prudenza – prosegue -. E’ nostro dovere tutelare la comunità italo-venezuelana. L’atteggiamento del sottosegretario Giro e del ministro Gentilone, mi pare, sia quello giusto.
– Avete avuto modo di visitare il nostro Consolato Generale di Caracas. Quali sono state le vostre impressioni?

– Non è stata la solita visita di cortesia nel corso della quale si prende un caffè e si parla del più e del meno – precisa immediatamente -. In questa occasione, è stata una visita assai diversa. Abbiamo conversato a lungo con i funzionari e col Console Generale Lorenzini. Assistenza, cittadinanza, passaporti… L’ho detto a Maracay , l’ho ripetuto a Caracas e voglio ribadirlo ora: abbiamo oggi in Venezuela due diplomatici, l’Ambasciatore Mignano e il Console Generale Lorenzini, di tutto rispetto. Persone di una grossa sensibilità e competenza.

Porta-maracay

Ci dice che il Console Lorenzini ha introdotto “un nuovo sistema di organizzazione impiegato ovunque”.

– In Venezuela – precisa – stranamente non era ancora stato applicato. Certo, in una prima fase può causare inconvenienti. Ma una volta a regime sono sicuro che sarà in grado di dare risposte adeguate alle esigenze della nostra Comunità. Il Console – prosegue – ha affrontato la situazione con determinazione. Ha avuto il coraggio di mandare via parte del personale. E questo, anche se antipatico, è a volte necessario. Un console eredita dei problemi. Li gestisce più o meno e poi li passa al successore. Mi pare che non sia il caso del Console Generale Lorenzini.

Per quel che riguarda il Comites, poi, si augura che i nuovi innesti “possano portare aria di novità”

– Ho fiducia nei nuovi membri – afferma – . Le vecchie presenze le conosciamo molto bene.

– Ci sono stati tagli in quanto al numero dei membri del Cgie e ora, con la Riforma, non si avranno più senatori eletti all’estero. Restano ancora fortunatamente i nostri deputati. Qual è il futuro della nostra rappresentanza in Parlamento?

– Il problema, l’ho detto anche quando ancora non si parlava di riduzioni – precisa – non è la quantità ma la qualità. Certo, la quantità aiuta.

E prosegue:

– Dispiace che, una volta che andrà in porto la riforma, si perda alla Camera alta la voce di un pezzo d’Italia, quella fuori d’Italia. Si poteva fare un altro tipo di riforma che conservasse i senatori eletti all’estero, almeno uno per ogni collegio elettorale, per ogni area geografica. In questo modo avremmo avuto comunque una voce. E’ anche vero che il futuro Senato non voterà il governo e non avrà tanti poteri come l’attuale. Ora i deputati eletti all’estero avranno una maggiore importanza, un ruolo ancor più delicato.

Per concludere, il Cgie. Un semplice augurio:

– Speriamo che la scelta del rappresentante del Venezuela porti una ventata di rinnovamento.

(Mauro Bafile/Voce)

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