Il regno più lungo, Elisabetta supera Vittoria

Pubblicato il 09 settembre 2015 da redazione

This photo made available on Tuesday Sept. 8, 2015, shows Britain's Queen Elizabeth II taken July 2015 and released by Buckingham Palace to mark the Queen becoming the longest reigning British monarch. The photograph, by Mary McCartney, shows The Queen seated at her desk in her private audience room at Buckingham Palace in London, with one of her official red boxes which she has received almost every day of her reign and contains important papers from government ministers in the United Kingdom and her Realms and from her representatives across the Commonwealth and beyond. (Mary McCartney/Queen Elizabeth II via AP)

This photo made available on Tuesday Sept. 8, 2015, shows Britain’s Queen Elizabeth II taken July 2015 and released by Buckingham Palace to mark the Queen becoming the longest reigning British monarch. The photograph, by Mary McCartney, shows The Queen seated at her desk in her private audience room at Buckingham Palace in London, with one of her official red boxes which she has received almost every day of her reign and contains important papers from government ministers in the United Kingdom and her Realms and from her representatives across the Commonwealth and beyond. (Mary McCartney/Queen Elizabeth II via AP)

LONDRA – Il lungo regno di Elisabetta II é da ieri il piú lungo nella storia millenaria del trono di San Giacomo. La sovrana che ha pilotato la nave della monarchia britannica dal tramonto dell’impero alle sfide dell’era moderna entra nella storia lasciandosi alle spalle il primato della regina Vittoria: a 63 e sette mesi da quel 6 febbraio del 1952 in cui il destino – complice la morte prematura di suo padre, Giorgio VI – le consegnó la corona all’età di 25 anni.

Un evento riscaldato dall’affetto di larga parte dei sudditi, ma celebrato in tono minore – nonostante l’eco delle salve di cannone a Londra, la scritta ‘Possa regnare a lungo!’ comparsa sulla torre della Bt e la regata sul Tamigi di una flottiglia reale – per espressa volontà della festeggiata.

Fedele al senso del dovere e all’immagine di ‘prima funzionaria’ del regno, Elisabetta ha trascorso la giornata in Scozia, spostandosi dalla residenza di Balmoral, lasciata in eredità proprio da Vittoria, solo per inaugurare una linea ferroviaria: modernissima eppure percorsa a bordo di uno sbuffante treno a vapore, simbolo di quella tradizione che assieme all’istituzione monarchica ella ha custodito in questi decenni. Un’incombenza ordinaria, improntata al ‘business as usual’ non meno della foto ufficiale diffusa da Buckingham Palace per suggellare la ricorrenza: foto in cui la regina è apparsa con un sorriso accennato, vestita con abito a fiori sui toni del rosa e di fronte all’immancabile valigetta rossa con i documenti quotidiani di lavoro.

A 89 anni suonati, e dopo aver scavalcato la soglia record di 23.226 giorni, 16 ore e 30 minuti sul trono, la sovrana non ha potuto in effetti sottrarsi all’omaggio della sua gente, del mondo politico, dei media, di estimatori stranieri potenti e non. Ma le poche parole che ha pronunciato nella stazione di Edimburgo, al fianco della coriacea first minister di Scozia, Nicola Sturgeon, e soprattutto al fianco del principe Filippo, suo consorte e sostegno costante da ormai 67 anni, non hanno concesso quasi nulla alla retorica delle occasioni che contano.

Elisabetta si è detta grata per i “toccanti messaggi di grande cortesia” ricevuti. Poi, quasi riflettendo fra sè e sè, ha aggiunto:

– Una lunga vita passa attraverso molti momenti cruciali. La mia non è un’eccezione.
Fonti vicine alla casa reale hanno sottolineato come in fondo questo primato risvegli anche sentimenti di “malinconia” nella memoria della sovrana: consapevole di come la sua longevita’ sul trono sia dipesa in fin dei conti dalla scomparsa prematura del padre, il re della vittoria nella II guerra mondiale.

– Un padre per il quale – hanno insistito le fonti – avrebbe voluto una vita più lunga molto di più di quanto non abbia desiderato un lungo regno per sè.

Ecco dunque spiegato quel riferimento, ripetuto a Edimburgo, al fatto di non aver “mai aspirato” al primato che ora si compie. Ed ecco giustificato il rinvio dei festeggiamenti più solenni al 90/o compleanno, in calendario il 21 aprile 2016. E tuttavia il primato resta negli annali: collocando la protagonista fra i viventi alle spalle solo del malconcio re di Thailandia e fra i giganti della storia delle grandi monarchie europee a figure quali Francesco Giuseppe, penultimo imperatore d’Austria, o il re Sole, Luigi XIV di Francia.

Personalità alle quali Elisabetta II forse non potrà essere paragonata, come – non senza polemica – ha sostenuto di recente lo storico David Starkey, tratteggiandola nei panni di una regina ‘normale’ che “non ha segnato un’epoca”. E che tuttavia il suo compito storico, replicano altri osservatori, l’ha assolto: traghettando il Paese in un tempo nuovo – dopo l’addio a decine di colonie controfirmato negli anni ’60 e l’ultimo ammaina bandiera dell’impero segnato dalla restituzione di Hong Kong alla Cina nel 1997 – senza scalfirne la tradizione monarchica.

Un successo che David Cameron, dodicesimo primo ministro del suo regno, le ha riconosciuto al pari di leader politici britannici dei più diversi orientamenti, onorando dinanzi alla Camera dei Comuni “la grazia e la dignità di Sua Maestà… roccia di stabilità in un mondo in costante cambiamento”.

Roccia a cui anche i sudditi mostrano ieri di aggrapparsi, superati i timori di un possibile distacco dal comune sentire del popolo coincisi con la drammatica fine della principessa Diana nel 1997. Lo testimonia un ultimo sondaggio in base al quale una netta maggioranza di britannici afferma nel 2015 di fidarsi della regina e dei Windsor più che di qualunque politico. E il 70% auspica senza mezze misure che la monarchia resti salda sull’isola da qui all’eternità.

(Alessandro Logroscino/Ansa)

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