Tennis: Big Italy, New York scopre Pennetta e Vinci

Flavia Pennetta, of Italy, reacts between points against Petra Kvitova, of the Czech Republic, during a quarterfinal match at the U.S. Open tennis tournament, Wednesday, Sept. 9, 2015, in New York. (ANSA/AP Photo/David Goldman)
Flavia Pennetta, of Italy, reacts between points against Petra Kvitova, of the Czech Republic, during a quarterfinal match at the U.S. Open tennis tournament, Wednesday, Sept. 9, 2015, in New York. (ANSA/AP Photo/David Goldman)
Flavia Pennetta, of Italy, reacts between points against Petra Kvitova, of the Czech Republic, during a quarterfinal match at the U.S. Open tennis tournament, Wednesday, Sept. 9, 2015, in New York. (ANSA/AP Photo/David Goldman)

ROMA. – Comunque andrà, sarà un successo. Anzi è già stato un successo. Le due ragazze del tennis azzurro, la 33enne Flavia Pennetta e la 32enne Roberta Vinci si sono guadagnate un posto in semifinale agli Us Open. Non era mai accaduto prima. E anche il New York Times celebra l’evento, anzi lo definisce già “un trionfo”, pur sapendo che le due atlete pugliesi troveranno questa notte (a partire dall’1 ora italiana) sulla strada della finale due moloch pressochè insormontabili: la Vinci dovrà infatti vedersela con Serena Williams, la numero uno del ranking da anni, decisa peraltro a fare suo il torneo e conquistare il Grande Slam, cioè la vittoria dei 4 maggiori tornei del mondo nello stesso anno. La Pennetta si misurerà invece con la giovanissima romena Simona Halep, numero due del ranking e rivelazione di queste ultime stagioni.

A completare il ‘trionfo’ italiano, la straordinaria vittoria nel secondo turno di Fabio Fognini che ha eliminato nientemeno che un mostro sacro come Rafael Nadal, al termine di una partita entusiasmante, rimontando ben due set allo spagnolo. Quella di Fognini scrive il Nyt “è stata una delle vittorie più memorabili” degli Us Open 2015.

Tornando al duo Pennetta-Vinci, il Nyt sottolinea che fanno parte di una generazione di atlete “che nell’ultimo decennio ha portato il tennis italiano all’attenzione del mondo”. La Pennetta nel 2009 è stata la prima tennista italiana a finire nella top ten del mondo. Francesca Schiavone nel 2010 vinse il Roland Garros, mentre Sara Errani ne è stata finalista due anni dopo. La coppia Errani-Vinci ha vinto ben cinque titoli del Grande Slam. Eccolo il curriculum delle italiane, ricordato dal NYT, fino all’exploit degli US Open.

E non chiamatele ‘vecchie’, sottolinea il giornale Usa, facendo il raffronto con i 23 anni della Halep. ”Perché siamo giovani per la vita”, scherza Pennetta, che sui campi di Flushing Meadows non era mai andata oltre i quarti di finale nelle sue precedenti sette partecipazioni al torneo, ma a New York si sente a casa. Almeno per le due settimane del torneo. Albergo a Manhattan, tutti i giorni un’ora buona di transportation per raggiungere Flushing Meadows e la sera cena a “La Piccola Cucina”, uno dei tanti ristoranti made in Italy della Grande Mela inaugurato nel 2008, proprio l’anno in cui la pugliese centrò per la prima volta i quarti.

“Amo questa città per i suoi mille colori, per la sua vitalità. Appena arrivo mi sento sempre a mio agio, New York per due settimane è perfetta: oltre, c’è troppo caos, troppo traffico, e torno a preferire le città più piccole”. Ma ora Flavia ha prolungato il suo soggiorno nella grande mela. “Non ha importanza se fai la finale, o la semifinale, o ti fermi ai quarti o ancora prima” dice, “è importante giocare dando tutto quel che hai, al meglio di come puoi, anzi di più”.

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