In attesa del Papa, Cuba rilascia 3.522 detenuti

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L’AVANA. – Arriva il Papa e si aprono le porte delle prigioni cubane: un numero consistente di detenuti, per la precisione 3.522, beneficeranno entro poche ore di un indulto deciso dal governo dell’Avana, a una settimana esatta dall’inizio del viaggio di Jorge Mario Bergoglio sull’isola. A dare l’annuncio è stato il quotidiano Granma, riferendo su quello che rappresenta, ha precisato l’organo ufficiale del Pc cubano, il provvedimento di indulto più massiccio da quando, nel 1959 la ‘Revolucion’ castrista prese il potere, rovesciando la dittatura di Fulgencio Batista.

Una decisione che tiene conto di una serie di parametri, dal tipo di reati alla condotta tenuta in carcere, dalle condizioni di salute all’età. Sono infatti incluse “persone con più di 60 anni, i minori di 20 anni senza precedenti penali, malati, donne”, oltre agli “stranieri ai quali il Paese d’origine assicura il rimpatrio”. La misura esclude invece, “salvo poche eccezioni per ragioni umanitarie, chi è stato condannato per omicidio, violazioni, pedofilia con violenza, narcotraffico, furto e uccisione di bestiame, delitti contro la sicurezza dello Stato”.

Si tratta quindi di un gesto rilevante in attesa dell’arrivo del Papa argentino, in sintonia peraltro con quanto già fatto per le visite di Giovanni Paolo II nel 1998, con la scarcerazione di 200 detenuti, e di Benedetto XVI nel 2012, con la scarcerazione di 400 persone: poco prima di quest’ultima visita, le autorità avevano comunque dato l’indulto a ben 2.900 detenuti. L’annuncio arriva tra l’altro in un’Avana ormai sempre in grande fermento sul fronte dei rapporti esterni e teatro di un via vai di delegazioni europee e statunitensi.

Questa settimana si è svolto nella capitale cubana un nuovo round delle trattative con l’Ue – colloqui relativi a diversi capitoli su commercio e cooperazione oltre che alla parte politica, il ‘dossier’ più spinoso fra quelli in esame. Dopo Bruxelles, è il turno di Washington: presso il ministero degli esteri dell’Avana si è tenuta la prima riunione della commissione bilaterale Cuba-Usa per stabilire i punti su cui negoziare, sulla scia della storica riapertura delle rispettive ambasciate.

Il disgelo diventa quindi operativo e punta ad affrontare le tantissime tematiche sul tavolo. Alcune sono particolarmente delicate, come il caso dei cittadini americani rifugiati nel corso degli anni nell’isola, tra i quali quello di Assata Shakur, zia del rapper Tupac Shakur, la donna “most wanted” dell’Fbi: Assata, alias Joanne Chesimard, è un’ex Pantera Nera protagonista nel 1979 di una clamorosa evasione negli Usa.

(di Martino Rigacci/ANSA)

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