Una giornata storica, Vinci contro Pennetta in finale nell’US Open

Pubblicato il 11 settembre 2015 da redazione

COMBO Pennetta Vinci

COMBO Pennetta Vinci

NEW YORK. – Tra sogno e realtà Roberta Vinci lascia gli americani a bocca aperta dopo aver superato la numero uno del mondo Serena Williams per una finale tutta italiana con la Pennetta. “Una delle più grandi sorprese della storia del tennis”: titola il New York Times che celebra la tennista tarantina che in semifinale degli Us Open ha sconfitto la strafavorita americana. Di appuntamento con la storia, ma stavolta rimandato, parla invece il Wall Street Journal, riferendosi a Serena Williams che sarebbe potuta diventare la prima giocatrice a vincere tutti e quattro i tornei del Grande Slam nello stesso anno.

Più duro il titolo del Washington Post: “Roberta Vinci imbarazza Serena Williams agli Us Open” davanti al pubblico di New York. “Le speranze di Serena si infrangono su Roberta Vinci, numero 43 al mondo”, afferma la Cnn, mentre il New York Post parla di “sconfitta shock” della numero uno del mondo che segna “la fine di un sogno”. Usa Today, da parte sua, titola: “Incredibile! Vinci ferma il tentativo di Serena di entrare nella storia”. Mentre Time sottolinea come la vittoria della Vinci era data come una possibilità su 300 dagli scommettitori.

“Sorry guys”, scusatemi. E l’incredulo pubblico dell’Arthur Ashe che per due ore al cardiopalma le aveva tifato contro, ha regalato all’italiana che ha messo al tappeto Serena Williams un lungo applauso. E’ stata la grande giornata del tennis italiano, una giornata storica, riconosciuta da tutti: Vinci contro Pennetta in finale. E’ la prima volta in un US Open che un italiano ci arriva, figuriamoci due.

A dispetto delle probabilità e del tifo che remavano contro: prima contro Flavia e per la numero due, la rumena Simona Halep, poi contro Roberta e per la padrona di casa che inseguiva il sogno del Grand Slam, un’impresa riuscita l’ultima volta a Steffi Graf. “Un gioco brillante, Roberta Vinci meritava di vincere, domani sarà lei a vincere contro la Pennetta”, ha pronosticato Jim Pearce, venuto da Brooklyn e nero, riconoscendo alla fine del match 2-6 6-4 6-4 la “indiscussa superiorità” di Roberta che ha battuto la forza incredibile della Williams “con intelligenza e agilità’, mantenendo sempre la palla in campo e rimontando dopo aver perso il secondo set”.

Irlandesi di Dublino, Frank e Mary O’Malley erano venuti a New York apposta per gli US Open: “Siamo irlandesi e siamo felici”, anche perché domani assisteranno alla prima finale di Open femminile tutta europea. Certo, non deve essere stato facile per Flavia e per Roberta arrivare dove sono arrivate, soprattutto per la Vinci. Neanche la Pennetta ci credeva che contro la Williams l’italiana ce l’avrebbe fatta: “L’importante è che Roberta si diverta”, aveva detto a compimento della sua impresa che l’ha portata in finale e quando ancora pensava che domani la sua avversaria sarebbe probabilmente stata Serena.

E invece è successo l’incredibile, “una delle più grosse sorprese nella storia del tennis”, come ha scritto a caldo il New York Times. Ed è così che Roberta si è presentata ai microfoni dopo la vittoria, consapevole di aver cambiato il copione degli US Open: “Scusami Serena, chiedo scusa agli americani, mi dispiace per il Grand Slam, ma oggi era la mia giornata. E’ il momento più bello della mia vita”.

Con gli occhi lucidi e la faccia incredula Roberta oggi era “orgogliosa di se stessa e di come ha giocato”. “Ringrazio il mio allenatore, sono veramente felice di questo momento”. Il tributo finale del pubblico è una delle soddisfazioni più grandi. A cambiare il clima lo scambio più bello e spettacolare del terzo set, sul 3 a 3, che probabilmente ha regalato a Roberta il punto dell svolta.

Col pubblico in delirio per la splendida volè smorzata a rete che ha lasciato di stucco la Williams. Per la Vinci è standing ovation, e lei che sbotta: “E ora applaudite me, cazzo!”. Adesso l’aspetta Flavia: e chissà i fan delusi di Serena per chi tiferanno.

(di Alessandra Baldini/ANSA)

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