Festival del Cinema di Venezia: Leone d’oro all’esordiente venezuelano Lorenzo Vigas

Pubblicato il 12 settembre 2015 da redazione

Venezuelan director Lorenzo Vigas holds the Golden Lion after receiving the award for his movie 'Desde Alla' (From Afar)  during the awarding ceremony of the 72nd annual Venice International Film Festival, in Venice, Italy, 12 September 2015. The  festival runs from 02 September to 12 September.  ANSA/CLAUDIO ONORATI

Venezuelan director Lorenzo Vigas holds the Golden Lion after receiving the award for his movie ‘Desde Alla’ (From Afar) during the awarding ceremony of the 72nd annual Venice International Film Festival, in Venice, Italy, 12 September 2015. The festival runs from 02 September to 12 September. ANSA/CLAUDIO ONORATI

VENEZIA. – Viva l’Italia della Golino e di Gaudino, ma soprattutto viva il Sudamerica! E nessuno pensi male di Alfonso Cuaron. In questa edizione la 72/ma della Mostra d’Arte Cinematografica il Leone d’Oro va all’opera prima del venezuelano Lorenzo Vigas dal titolo DESDE ALLA, mentre il Leone d’Argento a EL CLAN dell’argentino Pablo Trapero. Il Gran Premio della Giuria lo ottiene un film in stop-motion come ANOMALISA mentre le Coppe Volpi a Fabrice Luchini per L’HERMINE e, quella femminile, a Valeria Golino protagonista di PER AMORE VOSTRO.

Al primo e al secondo posto insomma due film sudamericani straordinari, tra i più belli della mostra, che tolgono ogni sospetto sul peso nel giudizio del presidente messicano Cuarón. DESDE ALLA non solo si avvale di due interpreti straordinari, Alfredo Castro e il giovane esordiente (Luis Silva), ma anche di una bella storia. Di scena il rapporto, omosessuale, paterno e manipolatorio tra Armando, uomo meticoloso che vive diviso tra lavoro, statuette di ceramica e omosessualità latente, e Elder adolescente violento da lui adescato per strada. Dopo iniziali scontri con il ragazzo, nasce apparentemente un rapporto padre-figlio. Ma dietro la vita di entrambi ci sono segreti che devono inevitabilmente esplodere.

Per l’argentino EL CLAN, Leone d’argento, ci troviamo invece nell’orrore in famiglia. In un nucleo familiare, padre e madre e quattro figli, a cui non si nasconde troppo quello che accade. Fosse anche, come accade, di rapire qualcuno e chiuderlo poi nella cantina urlante. Il film è tratto dalla storia vera della famiglia Puccio e ambientato negli ultimi anni della dittatura militare argentina, poco prima del ritorno alla democrazia. Motore di tutto Arquimedes il patriarca, che guida e pianifica le operazioni grazie alla copertura del regime. Un uomo capace di aiutare nei compiti i figli e, subito dopo, sparare alla nuca un ostaggio.

Coraggio poi da parte della giuria nel premiare ANOMALISA film d’animazione stop-motion di Charlie Kaufman e Duke Johnson. Protagonista un “oratore motivazionale” di nome Michael che, mentre sprona gli altri svuota inevitabilmente se stesso. Solo, in un albergo, lontano dalla famiglia, cerca di trovare un’occasionale compagnia per la notte. Dopo un tentativo fallito incontra Lisa. E con lei nudità e sesso in stop-motion.

Fabrice Luchini incassa invece la Coppa Volpi maschile per il suo ruolo di inossidabile giudice capace di amore in L’HERMINE di Christian Vincent (che ottiene anche il premio per la migliore sceneggiatura). Infine anche il premio speciale della giuria va a un film difficile come quello turco, ovvero FRENZY di Emin Alper. Attentati, bombe e sospetti in una Turchia distopica dove il sospetto e la paura colpisce tutti.

Bene ovviamente l’Italia con la vittoria di Valeria Golino per la sua interpretazione di Anna, donna in bianco e nero, piena di rinunce nel film PER AMOR VOSTRO di Giuseppe Gaudino (l’anno scorso aveva vinto la Roarwacher per Hungry Hearts e nell”86 la stessa Golino con il film di Citto Maselli, STORIA D’AMORE).

Grandi sconfitti di questa edizione: FRANCOFONIA di Alexander Sokurov (tutti lo davano vincente); THE DANISH GIRL (chissà, vincerà qualche Oscar come BIRDMAN) e RABIN, THE LAST DAY di Gitai documentario sull’attentato e sulla morte di Rabin. Peccato, infine, per NON ESSERE CATTIVO di Claudio Caligari, un piccolo gioiello messo fuori concorso che sta però già facendo incetta di premi. E non finisce qui.

Desde allá

Una vicenda a sfondo omosessuale-nazista, protagonisti un malinconico cinquantenne che divide la sua vita tra occasionali incontri con ragazzi di strada e il suo metodico lavoro di odontotecnico: è Desde Allá dell’esordiente venezuelano Lorenzo Vigas, premiato con il Leone d’oro alla 72/a Mostra del cinema di Venezia. Ambientato a Caracas, il film segue la vita di Armando (un grandissimo Alfredo Castro), un uomo meticoloso, dalla casa bigia, che vive solo diviso tra lavoro, statuette di ceramica e la sua omosessualità. Sua passione i ragazzi di strada. Li adesca e si accontenta solo di vederli spogliare. Ovviamente in cambio di soldi.

Ma quando incontra Elder (Luis Silva), un adolescente violento e pieno di fascino, le cose per lui cambiano. Dopo iniziali scontri con il ragazzo che lo picchia e lo deruba al primo incontro, Armando fa come famiglia con il ragazzo, gli fa da padre. Ma dietro la vita di entrambi ci sono segreti che devono inevitabilmente esplodere.

Il regista, che prima aveva girato solo un corto, ‘Los elefantes nunca olvidan’, per questo suo primo film ha avuto l’appoggio di Guillermo Arriaga che figura anche tra i produttori. Ha detto Vigas dell’attore diciannovenne che interpreta Elder: “E’ un ragazzo non estraneo alla violenza poiché viene da un quartiere anche più duro di quello mostrato nel film”. Quanto al loro rapporto padre-figlio, “la relazione descritta nel film – ha spiegato il regista – riguarda più i bisogni emotivi che il sesso. Detto questo, affronto anche l’omofobia: diverse culture latinoamericane sono ancora conservatrici rispetto all’omosessualità e l’omofobia si può incontrare in tutti gli strati sociali”.

(Dell’inviato Francesco Gallo/ANSA)

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