Juve un punto e fischi, 1-1 di rigore col Chievo

Paulo Dybala of Juventus (R) celebrates after scoring a penalty against Chievo during Italian Serie A soccer match at the Juventus Stadium between Juventus and Chievo, Turin, 12 September 2015. ANSA/DI MARCO
Paulo Dybala of Juventus (R) celebrates after scoring a penalty against Chievo during Italian Serie A soccer match at the Juventus Stadium between Juventus and Chievo, Turin, 12 September 2015. ANSA/DI MARCO
Paulo Dybala of Juventus (R) celebrates after scoring a penalty against Chievo during Italian Serie A soccer match at the Juventus Stadium between Juventus and Chievo, Turin, 12 September 2015. ANSA/DI MARCO

TORINO. – Un rigore a 7′ dalla fine evita alla Juventus la terza sconfitta consecutiva. Ma contro un Chievo Verona fino a quel momento meritatamente in vantaggio di buono c’è soltanto il primo punto in campionato, accolto dai fischi dei tifosi in uno Stadium orfano della Curva Sud squalificata. Se per mister Allegri il campionato dei bianconeri doveva iniziare oggi, è iniziato malino. E la prestazione non fa ben sperare in vista dell’esordio in Champions League, martedì col Manchester City.

C’è tanto lavoro da fare per la Juventus, appena due gol nelle prime tre partite e un gioco che fatica a decollare. La squadra che fino a pochi mesi fa dominava l’Italia in lungo e in largo sembra essere ormai confinata alla storia. Al suo posto una formazione ancora priva di identità, e di gioco, che costringe mister Allegri a cambiare moduli e protagonisti. Ma sempre con lo stesso (scarso) risultato. A complicare i piani di mister Allegri, che al fischio d’inizio lascia in panchina Pogba, ritrova Marchisio a centrocampo e fa debuttare i brasiliani Alex Sandro ed Hernanes, il gol a freddo di Hetemaj. Il finlandese, che non segnava dall’aprile 2011, infila capitan Buffon dalla distanza dopo solo 5′, legittimando il primo posto in classifica e mandando in affanno i padroni di casa.

La reazione c’è, prima con Hernanes che da fuori area costringe Bizzarri alla paratona, poi due volte con Pereyra e con Dybala. La Juve attacca, ma là davanti l’intesa tra l’argentino e Morata deve ancora arrivare e il centrocampo non fa molto per aiutarli con Marchisio ancora lontano dal far rimpiagere Pirlo. L’unica nota lieta è Alex Sandro sulla sinistra, ma le sue cavalcate non creano veri pericoli alla squadra di Maran, che si difende con ordine, corre, spezza il gioco e riparte bene.

Tocca allora a Buffon prendere per mano la Juventus: all’intervallo il capitano zittisce i fischi – “abbiamo bisogno di voi” – poi rientra in campo e dopo 6′ salva il risultato con una paratona su Cesar. In campo, tra i bianconeri, c’è Pogba al posto di Marchisio, con Hernanes che fa il regista. Al 12′ è il palo a negare il pareggio a Pereyra. Un lampo nel buio. Al 17′ il grande brivido: Cesar segna in mischia e gela di nuovo lo Stadium, ma l’arbitro annulla per una trattenuta su Bonucci. Dopo venti minuti entra anche Cuadrado ed è la mossa che ravviva la Juve, mentre nel Chievo c’è spazio per l’ex Pepe (applauditissimo).

Il modulo è ora il 3-5-2 e la Juventus attacca a testa bassa. Il rigore del pari arriva grazie ad un affondo del colombiano, che trova la gamba di Cesar e, tra le proteste dei giocatori del Chievo, il fischio dell’arbitro. Sul dischetto Dybala, fino a quel momento insufficiente, non sbaglia. La Juventus tira così un sospiro di sollievo e si consola muovendo (poco) la classifica contro un Chievo bravo a capitalizzare il vantaggio iniziale che può recriminare qualcosa.

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