Possibile incontro del Papa con Fidel all’Avana

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CITTA’ DEL VATICANO. – Il viaggio più lungo. Non solo per la durata, dieci giorni, più di ogni altro compiuto finora da Francesco. Ma anche per la vastità degli orizzonti, lo spessore delle questioni in agenda, l’ampiezza e la complessità delle prospettive. Il viaggio che il Papa farà a Cuba e negli Stati Uniti dal 19 al 28 settembre, il decimo all’estero di Bergoglio, è un momento centrale del suo pontificato, che allo stesso tempo tira le fila di passaggi storici come il disgelo tra i due Paesi, favorito proprio dalla mediazione della Santa Sede, e semina il campo, con visite come quelle al Congresso Usa e all’Onu, su aspetti fondamentali sia della politica globale sia della stessa presenza della Chiesa nel mondo.

Sull’isola, tra l’altro, è più che probabile anche un incontro del Pontefice con l’anziano líder máximo, Fidel Castro. “E’ del tutto verosimile – ha detto in un briefing il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi -: è prevedibile che ci sia nel corso della giornata all’Havana”. “Per ora non è in agenda ma è possibile – ha aggiunto -. Bisogna vedere quando e come poterlo fare”. Il desiderio che il Papa incontri Fidel “è stato manifestato anche dal presidente Raul Castro durante il suo incontro con il Pontefice in Vaticano – ha detto ancora il portavoce della Santa Sede -. E’ abbastanza normale che ci sia”.

Francesco sarà il terzo Papa a Cuba in poco più di 15 anni, dopo Giovanni Paolo II nel 1998 e Benedetto XVI nel 2012. L’Avana, Holguin e Santiago le città in cui farà tappa Bergoglio. Nella capitale, domenica 20, oltre al colloquio con il presidente Raul Castro, la messa nella Plaza de la Revolucion (sullo sfondo del famoso ritratto murale di Che Guevara), nella quale il Papa impartirà la prima comunione a cinque bambini, primo caso del genere all’estero. Altri momenti forti l’incontro con i giovani nella capitale, poi, a Santiago, la visita devozionale alla Virgen de la Caridad del Cobre, nel centesimo anno dalla proclamazione della Vergine quale patrona dell’isola e, infine, il saluto alle famiglie.

Lasciata Cuba, Francesco si trasferirà a Washington accolto dal presidente americano, Obama, alla base militare di Andrews. Cerimonia d’accoglienza ufficiale il giorno successivo, 23 settembre, alla Casa Bianca, con il colloquio con Obama. Nella capitale Usa il Papa canonizzerà il beato Junipero Serra, spagnolo, grande evangelizzatore del continente americano nel XVIII secolo, anche se non mancano polemiche delle popolazioni native per i trattamenti fortemente repressivi allora riservati agli indiani nelle missioni. Il giorno dopo Francesco sarà il primo Pontefice a entrare nel Congresso degli Usa, dove parlerà ai deputati. Un altro dei momenti clou della permanenza negli Stati Uniti, venerdì 25 la visita all’Onu, al Palazzo di Vetro di New York, dove Francesco – quarto Papa dopo Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI – terrà un atteso discorso. Tra i temi attesi, la pace, la questione ambientale, quella dei migranti. Poi la visita a Ground Zero, luogo del memoriale degli attentati dell’11 settembre 2001, dove l’incontro sarà a carattere interreligioso.

Infine, sarà la città di Filadelfia ad accogliere il Pontefice per l’ottavo Incontro Mondiale delle Famiglie. In tutte e tre le città statunitensi, particolare l’attenzione del Pontefice ai poveri, ai detenuti (visiterà un carcere a Filadelfia), alle iniziative di carità. In totale terrà 26 discorsi: otto a Cuba e 18 negli Stati Uniti, di cui solo quattro in inglese, il resto in spagnolo incluso quello all’Onu. Nonostante le notizie che vengono dagli Usa su sventati attentati e arresti, dal Vaticano si ostenta tranquillità sul problema della sicurezza. “Non ci sono preoccupazioni particolari”, ha ribadito padre Lombardi. “Il Papa tende a muoversi come fa abitualmente – ha proseguito -. Lo farà con la ‘papamobile’ aperta passando tra folle di persone”. Una curiosità: Bergoglio non è mai stato finora negli Stati Uniti, e non ha mai visitato neanche Cuba, dove ha fatto solo uno scalo di un’ora in aeroporto, senza uscirne, in un viaggio che lo riportava verso l’Argentina. “Si è molto preparato per questo viaggio”, ha comunque sottolineato Lombardi.

(Fausto Gasparroni/Ansa)

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