Istat, in miglioramento il mercato del lavoro

Istat, in miglioramento

ROMA. – “Tutti gli indicatori sul mercato del lavoro hanno segnato un miglioramento”. Così l’Istat riassume la mole di dati contenuta nel nuovo comunicato, che incrocia informazioni prima rilasciate in date diverse. Nel secondo trimestre i risultati più chiari si registrano sul fronte occupazione, con la spinta che, per quanto possa sembrare strano, arriva dal Mezzogiorno. Cambiano anche gli umori, visto che gli scoraggiati, dopo essere lievitati durante tutta la crisi, iniziano a scendere: rispetto all’anno scorso se ne contano oltre 100 mila in meno.

L’Istituto di statistica accende anche un faro sui canali utilizzati per trovare un impiego. L’indagine non lascia dubbi sulle strategie più gettonate: nove italiani su dieci ricorrono ad amici, parenti e conoscenti. Il tentativo dell’Istat è dare una “lettura completa”, riunendo nella stessa nota i dati sulla domanda e sull’offerta. Non a caso il comunicato è stato intitolato ‘Il mercato del lavoro’. Per centrare l’obiettivo è anche prevista l’integrazione con i dati che si basano sulle comunicazioni delle aziende verso la P.A. (attivazioni, cessazioni o trasformazioni di contratti). Si tratta di “armonizzare” queste informazioni con i numeri dell’Istat. Tutto ciò “in collaborazione con il ministero del Lavoro”. E’ in corso infatti una riflessione per fare ordine tra le diverse uscite.

Passando alla sostanza, c’è una new entry tra le informazioni che l’Istat fornirà trimestralmente: il sistema scelto per aggiudicarsi un posto. “L’88,9% delle persone si rivolge ad amici, parenti e conoscenti (+2,3 punti sul secondo trimestre 2014)”, fa sapere l’Istat, dati aggiornati a marzo-giugno. Un primato evidente, anche se di solito chi è a caccia di un lavoro tenta più strade, dal centro per l’impiego all’annuncio web, passando, ma qui le percentuali si abbassano di molto, per il concorso. Guardando oltre la media generale, si evidenzia come la fetta di chi si rivolge ad amici parenti diventa grande quasi come la torta per i disoccupati più anziani e con basso titolo di studio. Invece tra i laureati la modalità di ricerca preferita è l’invio del curriculum.

Una parte dei dati diffusi ricalca quelli pubblicati a inizio settembre, ma dalla prossima uscita sarà tutto nuovo: sia dalla parte dell’offerta, lato lavoratori, sia da parte della domanda, lato imprese. Quindi si ricorda come l’occupazione sia cresciuta anche grazie al Sud (+120 mila unità), alle donne e agli over50 rimasti a lavoro a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile. Discorso diverso per i giovani ancora, almeno fino a giugno, in attesa di beneficiare dell’inversione di rotta (per gli under35 la disoccupazione è al 23,9%).

Di certo l’Istat vede rosa: la crescita degli assunti a tempo indeterminato (+106mila), facilitata dagli “incentivi e dal cambiamento normativo sul mercato del lavoro”, potrebbe rappresentare uno dei “segnali positivi”, indicativi della “ripresa economica”.

D’altra parte anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco riconosce che gli ultimi dati, specialmente sui consumi, “vanno nella direzione di confermare il miglioramento complessivo delle prospettive di crescita”. Quanto agli sgravi sulle assunzioni si fanno sentire sul calo degli oneri a carico delle aziende, ma il costo del lavoro continua a salire, visto che aumentano le retribuzioni (battendo l’inflazione, a tutto beneficio del potere d’acquisto). Rialza la testa anche la produttività del lavoro, con il numero di ore passate in ufficio o in fabbrica in recupero e non solo perché crolla il ricorso alla cassa integrazione.

(Marianna Berti/Ansa)