La Fed lascia i tassi fermi, preoccupa l’economia globale

Pubblicato il 17 settembre 2015 da redazione

US Federal Reserve Board Chairwoman Janet Yellen sits in front of a monitor counting the current US national debt, while appearing at the House Financial Services Committee hearing on 'Monetary Policy and the State of the Economy', on Capitol Hill in Washington DC, USA, 15 July 2015.      ANSA  /MICHAEL REYNOLDS

US Federal Reserve Board Chairwoman Janet Yellen sits in front of a monitor counting the current US national debt, while appearing at the House Financial Services Committee hearing on ‘Monetary Policy and the State of the Economy’, on Capitol Hill in Washington DC, USA, 15 July 2015. ANSA /MICHAEL REYNOLDS

NEW YORK. – La Fed mantiene i tassi di interesse ai minimi storici fra lo zero e lo 0,25%, rimandando ancora una volta la prima stretta dal 29 giugno 2006. A pesare sono i timori per l’economia globale e l’inflazione che resta bassa, al di sotto del target del 2% della banca centrale. L’appuntamento ora è per ottobre, quando è in calendario la prossima riunione della Fed. Un incontro per il quale non è prevista nessuna conferenza stampa che, però, potrebbe essere convocata se si deciderà di aumentare i tassi. Wall Street, debole dall’inizio di seduta, prima gira in negativo per poi tornare al segno più: secondo molti analisti la decisione della Fed ha lasciato la situazione invariata e quindi i listini sono tornati a muoversi come prima. L’annuncio arriva mentre le Borse europee sono chiuse, in una giornata caratterizzata dall’attesa per la Fed, che ha visto Piazza Affari chiudere in rialzo dello 0,18%.

”Ottobre resta una possibilità” afferma il presidente della Fed, Janet Yellen, sottolineando che la maggior parte dei membri della Fed continua a ritenere che una stretta ci sarà quest’anno. Solo quattro membri vedono un aumento dopo il 2015. Yellen cerca di allentare però le attese: ”L’importanza del primo aumento non deve essere esagerata”. I tassi – spiega Yellen – prima o poi aumenteranno: ”sarei sorpresa se non riuscissimo a scappare ai tassi a zero”.

A preoccupare è l’economia globale: la Fed si attendeva un rallentamento della Cina e le tensioni sui mercati in agosto hanno riflettuto soprattutto i rischi legati al Dragone cinese. Il nodo – mette in evidenza Yellen – è vedere ora se ci sono ulteriori inattesi rischi in una crescita cinese più lenta. L’attenzione però è anche sui mercati emergenti in generale, nei confronti dei quali c’è stata una fuga di capitali. ”Da giugno c’è stata una stretta delle condizioni finanziarie”, che si è riflettuta sui mercati e sul dollaro. Ma la Fed non risponde agli alti e bassi del mercato. ”Siamo concentrati nel valutare come l’incertezza ha effetto sui nostri obiettivi” afferma Yellen, sottolineando che gli sviluppi internazionali non hanno alterato in modo fondamentale l’outlook dell’economia.

Il presidente della Fed precisa che la banca centrale non intende attendere di aver centrato i suoi obiettivi, la piena occupazione e la stabilità dei prezzi, prima di aumentare i tassi. ”Non vogliamo attendere fino a quando gli obiettivi saranno completamente centrati” mette in evidenza Yellen, secondo la quale la politica monetaria resterà accomodante anche dopo il primo aumento dei tassi.

Dalla debolezza e della incertezze sull’economia mondiale arrivano pressioni al ribasso sull’inflazione, rivista al ribasso per il 2016 all’1,7% dall’1,8% stimato in giugno. Rivista al ribasso anche la crescita americana, con il pil che crescerà il prossimo anno del 2,3% dal 2,5% precedentemente stimato. ”Ci sono molte incertezze nell’economia globale. Ci chiediamo come gli sviluppi economici e finanziari nell’economia globale possano avere effetto”.

(di Serena Di Ronza/ANSA)

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