F1: Vettel lancia la Ferrari, ora nulla è impossibile

German Formula One driver Sebastian Vettel of Scuderia Ferrari in action after a pitstop during the Singapore Formula One Grand Prix night race in Singapore, 20 September 2015. EPA/OLIVIA HARRIS / POOL
German Formula One driver Sebastian Vettel of Scuderia Ferrari in action after a pitstop during the Singapore Formula One Grand Prix night race in Singapore, 20 September 2015.  EPA/OLIVIA HARRIS / POOL
German Formula One driver Sebastian Vettel of Scuderia Ferrari in action after a pitstop during the Singapore Formula One Grand Prix night race in Singapore, 20 September 2015. EPA/OLIVIA HARRIS / POOL

ROMA. – Una notte Rossa per festeggiare e forse continuare a sognare un Mondiale che dopo il sorprendente Gran Premio di Singapore può ritenersi aperto. Sotto le luci artificiali del Marina Bay Circuit, a brillare di più è la stella della Ferrari di Sebastian Vettel che insieme al terzo posto di Kimi Raikkonen porta in trionfo il Cavallino Rampante. Un primo e terzo posto che mancavano dal Gp di Barcellona del 2013 con l’ormai già dimenticato Fernando Alonso allora grande protagonista. Unica a impensierire le due SF15-T impedendo una storica doppietta by night è la Red Bull di Daniel Ricciardo seconda con pieno merito.

Praticamente assente la Mercedes, con Lewis Hamilton ritiratosi per problemi al motore e Nico Rosberg solo quarto ma capace di guadagnare buoni punti per un titolo che lo vede ancora in lotta a 41 punti dal compagno rivale. Terzo nella classifica piloti con un distacco di 49 punti e con le carte in regola per battersi fino alla fine per quanto visto nel Gp della città-Stato del sud est asiatico il tedesco della scuderia di Maranello.

Un Sebastian Vettel che, dopo aver dominato le libere e le qualifiche, si è preso la vittoria in una gara che non ha avuto storia nonostante l’ingresso per due volte della safety-car (una delle quali per l’incredibile ingresso in pista di uno spettatore). Al semaforo verde il tedesco quattro volte campione del mondo parte dalla pole position ed è bravo a non farsi sorprendere dalla Red Bull di Ricciardo che a sua volta riesce a tenere dietro un arrembante Raikkonen. Pochi giri e la Ferrari fa vedere di essere la più forte in pista con le Mercedes di Hamilton e Rosberg che arrancano dietro alla ricerca della potenza che non c’è più e non si sa perchè.

Vettel allora prende il largo divertendosi ad alternare giri veloci a giri più controllati per gestire meglio le gomme in una corsa che promette e mantiene di essere molto lunga. Si arriva così al tredicesimo giro non molto fortunato per Felipe Massa e Nico Hulkenberg, con il tedesco che va a toccare con la sua Force India la Williams del brasiliano all’uscita della corsia dei box. Prima scatta la virtual safety-car e poi, al 16/o giro, entra in pista la safety car vera e propria con Vettel penalizzato per la perdita di tutto il vantaggio accumulato (6-7 secondi).

Quando la corsa riprende Vettel continua a spingere rimettendo tra sé e la Red Bull di Ricciardo il vantaggio perso. Dietro, a impressionare è il ritardo accumulato dalle Mercedes con Hamilton a metà gara a lanciare l’allarme ai box per un calo di potenza che lo relegherà prima fuori dalla top ten e poi mestamente ai box per un ritiro che farà parlare. L’altra Stella d’Argento resta impantanata giù dal podio mentre succede l’incredibile a bordo pista del Marina Bay. Uno spettatore entra in pista, passeggia per un po’ sul ciglio del tracciato e poi scavalca il guardrail quando ormai la safety-car è tornata in circuito per la seconda volta a neutralizzare la gara. Tutte le vetture si affrettano a cambiare le gomme e Vettel riperde di nuovo il suo margine su Ricciardo.

Il tedesco della Ferrari non fa una piega e si rimette in rotta verso la sua terza vittoria in stagione che trasforma già in un trionfo il suo primo anno a Maranello: come disse a inizio stagione Marchionne, arrivare a quota quattro vittorie sarebbe come arrivare in Paradiso. Anzi ora addirittura, a sei Gp dalla fine, con una Mercedes dominatrice a Monza e incapace di avvicinarsi al podio a Singapore alimentando dubbi e sospetti in tutto il Circus, la Ferrari può cominciare a sognare. E a credere in un autentico miracolo.