Rifugiati: Paesi in via di sviluppo ne accolgono l’86%

A Syrian refugee baby plays in front of riot police at the Istanbul-Edirne highway as they wait for permission to pass Turkish Greek border to reach Germany in Edirne, Turkey 19 September 2015. EPA/TOLGA BOZOGLU EPA/TOLGA BOZOGLU
A Syrian refugee baby plays in front of riot police at the Istanbul-Edirne highway as they wait for permission to pass Turkish Greek border to reach Germany in Edirne, Turkey 19 September 2015.  EPA/TOLGA BOZOGLU  EPA/TOLGA BOZOGLU
A Syrian refugee baby plays in front of riot police at the Istanbul-Edirne highway as they wait for permission to pass Turkish Greek border to reach Germany in Edirne, Turkey 19 September 2015.
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ROMA. – Se è vero che i rifugiati in gran parte provengono dai Paesi in via di sviluppo, è anche vero che altri Paesi in via di sviluppo accolgono l’86% del totale dei rifugiati. In Europa arriva meno del 10% dei rifugiati e di questi meno del 3% arriva in Italia, ovvero meno del 3 per mille del totale.

E’ la lettura del fenomeno dei migranti forzati e dei rifugiati che emerge dal secondo Rapporto sulla Protezione internazionale in Italia, che sarà presentato nella sede dell’Anci a Roma.

Il Rapporto è il frutto della collaborazione, per il secondo anno consecutivo, tra Anci, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes e Sprar, in collaborazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr).

Si tratta, spiegano i promotori, di una ricerca approfondita che attraverso dati certi e comparati vuole sgombrare il campo da approssimazioni e luoghi comuni sul fenomeno e permettere una più completa e reale lettura dello scenario internazionale, europeo ed italiano.

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