Profughi: a Roma le parrocchie aprono le porte

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ROMA. – Tra i 150 ed i 200 profughi saranno ospitati a partire da ottobre in parrocchie ed istituti religiosi di Roma che hanno aderito all’appello di Papa Francesco per dare ospitalità a quanti fuggono dai loro paesi. Finora sono 34 le parrocchie e 9 gli istituti religiosi – spiegano dalla Caritas – che hanno dato la loro disponibilità. A questi si sommano anche una quarantina di famiglie che hanno telefonato per chiedere informazioni e si sono detti disponibili ad ospitare famiglie siriane.

In realtà, puntualizzano dalla Caritas, dei 6.800 siriani sbarcati quest’anno in Italia “sono pochissimi quelli che chiedono di rimanere nel nostro paese”. Si tratta più che altro di dare ospitalità ad africani, in particolare eritrei, afgani e somali; sono o giovani uomini o giovani donne incinte o con bambini, raramente ci sono nuclei familiari. Molte delle famiglie hanno così dato la loro disponibilità per un posto letto.

Ogni parrocchia dovrebbe ospitare due profughi, mentre gli istituti religiosi che hanno strutture più grandi dai 5 a 10. I locali dove dovranno vivere gli ospiti – con una permanenza che va dai 6 ai 10 mesi – vengono vagliati dalla Prefettura per vedere se ci sono spazi e standard adeguati di vivibilità.

Essendo la prima volta che a Roma si sperimenta una accoglienza diffusa, sottolineano dalla Caritas, dalla Prefettura stanno vedendo come organizzarla ed hanno chiesto anche un parere al ministero dell’Interno. Proprio per mancanza di spazi adeguati sono praticamente assenti le parrocchie del centro storico, poiché chiese storiche e basiliche non sono adatte per fare attività pastorale.

Quelle che hanno risposto maggiormente sono le parrocchie a nord ed est della città di Roma, nei quartieri periferici Tiburtino, Prenestino, Tuscolano, Prati Fiscali, Flaminio ed Ostia. Nella Capitale la macchina dell’accoglienza dei profughi è già attiva da tempo. Solo la Caritas ha due centri per adulti (uno maschile al Mandrione ed uno femminile con pochi bambini) dove vivono 140 persone, e tre dove vivono trenta minori, la cui metà è richiedente asilo.

Per rispondere all’appello di Papa Francesco c’è tempo fino al 30 settembre. Ai presbiteri e religiosi che hanno dato disponibilità, la Caritas diocesana invierà nei prossimi giorni un opuscolo informativo.