Alla luce del sole

Alla luce del sole. E’ quello che abbiamo sempre chiesto da queste colonne. Incontri carbonari e assemblee a porte chiuse solo alimentano dubbi, perplessità e sospetti. Dubbi, perplessità e sospetti che non fanno alcun bene alla nostra Collettività e pongono in dubbio l’attendibilità delle istituzioni. Con la decisione di realizzare l’Assemblea Paese a “porte chiuse” viene meno il principio democratico della partecipazione. Si vuole una comunità più vicina al Cgie. Ma non si permette a essa di assistere (non di partecipare poiché si tratta di un’elezione di secondo grado) alla nomina del suo Consigliere. Le si nega il diritto di conoscere come si prendono decisioni che poi peseranno sul suo futuro per anni. In un Paese che si caratterizza per una congiuntura politica delicata e difficile aggravata da una profonda crisi economica, in cui i Diritti Umani sono in molti casi solo “un’opinione” e nel quale la criminalità dilagante non fa sconti, è assai importante avere un rappresentante del Cgie onesto, capace e soprattutto autorevole per esporre in Italia i nostri problemi; un rappresentante senza “scheletri nell’armadio”. Non parliamo ora, ce ne sarà sicuramente tempo, delle perplessità che nascono dalla partecipazione all’Assemblea, questi sì con diritto a parola e voto, di personaggi su cui pesano alcune ombre.
L’Ambasciatore d’Italia, Silvio Mignano, non ha alcuna colpa. Lo sappiamo. Come ha reso noto attraverso un comunicato stampa si limita a seguire “precise istruzioni ministeriali”; “istruzioni ministeriali” che può non condividere ma non ignorare. Ma, così facendo, viene meno il principio della trasparenza. L’Assemblea Paese che procederà all’elezione del membro venezuelano del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, quindi, “non sarà aperta al pubblico”. Una decisione, a nostro avviso, censurabile che lede il principio democratico della partecipazione.
Perché? E’ la prima domanda che è d’obbligo porsi. Ma sicuramente non mancherà chi, forse con un pizzico di malizia in più e un po’ di cattiveria, si chiederà cosa si vorrà nascondere. E’ una reazione naturale, quando manca la trasparenza e non si procede alla luce del sole.
Come scritto dall’Ambasciata d’Italia, in un comunicato precedente per informare sulla data dell’Assemblea Paese, “il CGIE è l’organismo di rappresentanza delle comunità italiane all’estero presso tutti gli organismi che pongono in essere politiche che le interessano”. E sempre nel medesimo comunicato si spiega che “in aderenza ai principi affermati dagli articoli 3 e 35 della Costituzione, il CGIE ha il fine di promuovere ed agevolare lo sviluppo delle condizioni di vita delle comunità italiane all’estero e dei loro singoli componenti, di rafforzare il collegamento di tali comunità con la vita politica, culturale, economica e sociale dell’Italia, di assicurare la più efficace tutela dei diritti degli italiani all’estero e di facilitarne il mantenimento dell’identità culturale e linguistica, l’integrazione nelle società d’accoglimento e la partecipazione alla vita delle comunità locali, nonché di facilitare il coinvolgimento delle comunità italiane residenti nei Paesi in via di sviluppo nelle attività di cooperazione allo sviluppo e di collaborazione nello svolgimento delle iniziative commerciali aventi come parte principale l’Istituto nazionale per il commercio estero, le camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura e le altre forme associative dell’imprenditoria italiana”. Come sentirsi rappresentati da un Consigliere eletto durante una Assemblea nella quale la comunità è la grande assente? Ora solo c’è da sperare nel buon senso di chi parteciperà alla “Cumbre”, almeno in quello dei membri più onesti, e che si elegga un Consigliere al di sopra di ogni sospetto, retto e capace. Insomma che, almeno in questa occasione, prevalga il buon senso e non le velleità personali, i patti inconfessabili, gli interessi di bottega e i vecchi rancori; che si elegga una voce autorevole, capace di far conoscere in Italia i nostri problemi e farci dimenticare le mediocrità del passato.

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