Italia, segni di ripresa. Moody’s alza le stime

Industria: Ariston Thermo, stabilimento di Osimo.
Industria: Ariston Thermo, stabilimento di Osimo.
Industria: Ariston Thermo, stabilimento di Osimo.

ROMA. – L’Italia ha imboccato la via della ripresa ma deve portare a termine il suo programma di riforme e puntare ad abbattere il debito che rimane, insieme alla disoccupazione, una delle sue principali “sfide”. E’ il giudizio espresso da Moody’s che rivede al rialzo le sue stime sulla crescita – mantenendole più contenute rispetto a quelle del governo – e spiega che potrebbe rivedere anche il rating (ora a ‘Baa2’) nel caso di un “effettivo rafforzamento” dell’economia grazie alle riforme. L’agenzia di rating però frena sulla scelta di tagliare le tasse sulla prima casa – sebbene anche l’elevato carico fiscale del Belpaese resti uno dei problemi da risolvere – perché si tratta “di una fonte di gettito relativamente stabile e meno distorsiva di altre”.

Nel giorno in cui da banche, industria, commercio e mattone arrivano nuovi segnali di miglioramento dell’economia, Moody’s porta a +0,7% per quest’anno (da +0,5%) e +1,2% per il prossimo (da 1%) le stime del Pil italiano, alzando però anche le stime sull’indebitamento che si dovrebbe attestare al 2,5% (rispetto al 2,2% indicato dal governo) proprio perché la crescita viene registrata sì in rialzo, ma più debole di quanto prevede, e spera, l’esecutivo.

Il premier Matteo Renzi, intanto, saluta con favore i nuovi numeri dell’industria che danno il conto della ripresa, twittando ‘#ciaogufi’ insieme ai numeri registrati dall’Istat sugli ordini di luglio. Se i fatturati industriali sono in calo dell’1,1% rispetto a giugno e in aumento del 2,3% rispetto allo stesso mese 2014, a far sperare per il prossimo futuro sono soprattutto gli ordinativi. Gli ordini sono in crescita dello 0,6% dal mese precedente e del 10,4% dal 2014, trainati dalla fabbricazione di mezzi di trasporto (+61,3%).

Anche sul fronte dei consumi arrivano buone notizie con l’istituto di statistica che parla di “segnali di ripresa”: le vendite al dettaglio salgono dello 0,4% a luglio in valore rispetto a giugno e dell’1,7% rispetto al 2014. Deludono, invece, i dati del commercio estero extra Ue, che vede esportazioni in calo dell’8,1% rispetto a luglio e del 3,4% rispetto ad agosto 2014.

Il bilancio dei primi otto mesi dell’anno resta positivo, in crescita del 5,6%. Mentre in ripresa appare anche il mercato immobiliare con le transazioni che nel secondo trimestre, secondo l’Agenzia delle Entrate, si espandono del 6,8% rispetto allo stesso periodo del 2014. Intanto segnali di normalizzazione arrivano anche dai mercati finanziari: le banche hanno infatti disertato l’asta dei ‘Tltro’, i prestiti della Bce condizionati all’erogazione di credito all’economia reale. Le richieste sono state di 15,5 miliardi, a fronte di attese medie degli analisti superiori di oltre quattro volte (70 miliardi). Già nei giorni scorsi, da diversi gruppi era trapelata l’intenzione di non partecipare all’asta, non avendo particolari problemi di liquidità. “Sui mercati ormai si trova liquidità a tassi pari a zero”, aveva spiegato il ceo di UniCredit, Federico Ghizzoni.

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