Riforme: gelo governo-Grasso. Renzi, rispetteremo i tempi

Pubblicato il 25 settembre 2015 da redazione

(L-R) Italian Prime Minister, Matteo Renzi, Italian Senate President, Piero Grasso and Italian President Giorgio Napolitano, attend the military parade in Fori Imperiali Street. Rome, 02 Jun 2014. The National Republic Fest's military parade celebrate the popular referendum that in 1946 abolished the monarchy. ANSA/CLAUDIO PERI

(L-R) Italian Prime Minister, Matteo Renzi, Italian Senate President, Piero Grasso and Italian President Giorgio Napolitano, attend the military parade in Fori Imperiali Street. Rome, 02 Jun 2014. The National Republic Fest’s military parade celebrate the popular referendum that in 1946 abolished the monarchy. ANSA/CLAUDIO PERI

ROMA. – La valanga di emendamenti della Lega, il grande gelo con Pietro Grasso, il rebus dei voti segreti: sebbene il ddl Boschi ‘vedrà’ l’Aula di Palazzo Madama solo martedì sono diversi i nodi che, già in queste ore, Pd e governo sono chiamati a sciogliere. “Non ci saranno problemi, i tempi vengono rispettati”, assicura al Tg5 il premier Matteo Renzi, consapevole che la data fissata per il voto finale è il 13 ottobre e nulla, neanche i milioni di emendamenti di Roberto Calderoli, dovrà farla slittare.

Solo 2 giorni dopo inizierà la sessione di bilancio e, sulle riforme, il sipario calerà per diverse settimane. Per questo, raccontano a Palazzo Madama, Pd e governo puntavano al 10 ottobre come d-day per l’ok finale. Una data che, oltre a lasciare una finestra sulle unioni civili, avrebbe permesso – osservano fonti parlamentari – di incardinare le riforme alla Camera prima del 15 ottobre, anticipando così i tempi della 5/a e 6/a lettura, nonché del referendum, al quale Renzi punta per sigillare l’azione del suo governo.

Il piano però ha incontrato il ‘no’ di Grasso, con il risultato della mediazione del 13 ottobre. E nel day after del nuovo braccio di ferro con il governo, Grasso rivendica la sua scelta, rimarcando con i suoi il ruolo di garante della discussione parlamentare al quale deve attenersi e preparandosi a studiare nel weekend gli emendamenti agli art. 1-2. Mercoledì, dopo che martedì saranno illustrati tutti gli emendamenti al ddl, si comincerà infatti a votare.

E sebbene c’è chi, al Senato, osserva come il Pd potrebbe chiedere di cominciare la discussione dall’art 10 – ‘azzoppando’ così gli emendamenti precedenti, a partire da quelli da votare a scrutinio segreto – è pressoché impossibile che Grasso acconsenta a tale deroga, cominciando le votazioni dall’art.1 in vista della decisione sull’ammissibilità degli emendamenti all’art. 2.

Sui tempi, però, il governo non ammetterà strappi. “La scadenza che ci siamo dati è del tutto compatibile con i regolamenti parlamentari e noi cercheremo di rispettarla. Poi se vogliamo aspettare altri 30 anni…” sottolinea il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi da Assisi, dove saluta anche Susanna Camusso, confermandole la “bontà” della riforma costituzionale.

Ma se il governo non teme i milioni di emendamenti leghisti è lo stesso Calderoli, via Facebook, a rilanciare il suo algoritmo indicandone la finalità politica: “userò qualunque strumento, matematico e non, per cancellare Renzi dalla scena politica”. Parole che non fanno certo da apripista a quell’accordo, sul Titolo V e le competenze da affidare alle Regioni, che potrebbe sciogliere la ‘valanga’ leghista senza l’intervento ‘straordinario’ della presidenza del Senato.

Sul fronte Pd, invece, sembra reggere il bel tempo. Ma quella tra maggioranza e minoranza Dem è una ‘pax armata’, con la prima che ha presentato, ad ogni articolo, emendamenti predittivi per far scattare il ‘super-canguro’ e la seconda che, in attesa della decisione di Grasso, ha mantenuto le sue proposte all’art.2. E con un nuovo nodo, all’orizzonte: quello della legge quadro che dovrà concretizzare la ‘scelta’ dei cittadini prevista dall’intesa nel Pd. Con la minoranza pronta alla trincea affinché non ci sia un listino di senatori, ma l’introduzione delle preferenze o, meglio, dei collegi uninominali.

(di Michele EspositoçAnsa)

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