F1 Giappone: riecco le Mercedes, la Ferrari insegue

German Formula One driver Nico Rosberg of Mercedes AMG GP in action during the second practice session of the Japanese Formula One Grand Prix at the Suzuka Circuit in Suzuka, central Japan, 25 September 2015. The Japanese Formula One Grand Prix will be held on 27 September 2015. EPA/FRANCK ROBICHON
German Formula One driver Nico Rosberg of Mercedes AMG GP in action during the second practice session of the Japanese Formula One Grand Prix at the Suzuka Circuit in Suzuka, central Japan, 25 September 2015. The Japanese Formula One Grand Prix will be held on 27 September 2015.  EPA/FRANCK ROBICHON
German Formula One driver Nico Rosberg of Mercedes AMG GP in action during the second practice session of the Japanese Formula One Grand Prix at the Suzuka Circuit in Suzuka, central Japan, 25 September 2015. The Japanese Formula One Grand Prix will be held on 27 September 2015. EPA/FRANCK ROBICHON

ROMA. – Si sono chiuse con il botto, in tutti i sensi, le qualifiche del Gp del Giappone, che si disputerà domattina (in Italia il via alle 7) sulla spettacolare pista di Suzuka, una delle preferite dagli stessi piloti. Più che di botto, in un caso, si può parlare di schianto: è quello che ha provocato un grande spavento al russo Daniil Kyvat, la cui Red Bull – dopo essersi trasformata in una specie di scheggia impazzita – ha fatto temere il peggio. Macchina distrutta, pilota illeso, bandiera rossa esposta e pole a Nico Rosberg.

Il tedesco della Mercedes era stato il più veloce di tutti, favorito anche da un errore del compagno di scuderia Lewis Hamilton, che ha sbagliato all’altezza della curva 11, su sua stessa ammissione. La bandiera rossa ha frenato la rincorsa delle due Ferrari verso la possibile conquista del terzo miglior tempo, che avrebbe cambiato poco, visto che Sebastian Vettel ha ottenuto il quarto e domani partirà ugualmente dalla seconda fila. Fra i più delusi Raikkonen, in giornata di grazia.

“Ma la Formula 1 è così”, si è consolato il finlandese di ghiaccio. Lo schianto ha bruscamente interrotto anche la sfida nella sfida fra Rosberg e Hamilton, non solo la rincorsa dei ferraristi, a vantaggio del tedesco; il primatista della classifica piloti, però, non ha fatto drammi. Anzi, l’ha presa con filosofia, ammettendo il proprio errore e spiegando che “era importante tornare davanti” a tutti. La gara, si sa, è sempre un’altra cosa e lo stesso Nico Rosberg non ha esultando più di tanto, scegliendo la strada della moderazione: “Vedremo domani se le Mercedes sono tornate o meno”.

Molto dipenderà anche dalla pioggia, che oggi ha risparmiato i piloti, su una pista che resta bella, seducente e forse anche per questo ancor più pericolosa. Il week-end, già di per se movimentato, ha riservato un finale di qualifiche ad alta tensione. Anzi, veri e propri attimi di terrore, quando la Red Bull di Kyvat ha perso il grip sull’asfalto ed è finita fuori strada, in accelerazione, verso la curva 10, fermando violentemente la propria corsa sulle barriere. Il ribaltamento successivo della vettura, in particolare, ha fatto temere, poi la manina di Kyvat che faceva segno a un soccorritore giapponese con il pollice verso l’alto ha tranquillizzato tutti.

Immediatamente dopo l’incidente è stata esposta la bandiera rossa e, visto che mancavano solo 36″ alla fine delle prove, la classifica è rimasta scolpita sui terminali, come un verdetto inappellabile: il tedesco Rosberg davanti ad Hamilton di soli 76 millesimi, le Ferrari quarta e sesta. Per la scuderia di Maranello si è trattato di un brusco risveglio, dopo gli exploit e gli elogi a Singapore, per le Mercedes è arrivata la conferma che le più forti – anche quest’anno – possono essere considerate loro. Senza se e senza ma.

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