Scioperi: stop trasporti e cortei, venerdì nero a Roma

L'interno della stazione Ostiense vuota a causa dello sciopero, Roma, 2 ottobre 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
L'interno della stazione Ostiense vuota a causa dello sciopero, Roma, 2 ottobre 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
L’interno della stazione Ostiense vuota a causa dello sciopero, Roma, 2 ottobre 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA. – Gli elicotteri della polizia che poco prima di cena ancora volteggiano sopra il centro storico per sorvegliare il corteo dei movimenti sociali segnalano che il venerdì nero di Roma non è ancora finito. Così come lo sciopero di 24 ore dei trasporti messo in atto dall’Unione sindacale di base (Usb), che ha causato caos e disagi a cittadini e turisti, con bus e metropolitane presi d’assalto nelle fasce di garanzia e file alle fermate durante l’agitazione.

Una prova di forza voluta dalla sigla sindacale contro il polemico assessore ai Trasporti Stefano Esposito – che ha definito Usb “un piccolo sindacato che fa scioperi politici” – e le ipotesi di privatizzazione delle aziende municipalizzate. Usb parla di grande successo dello sciopero: adesione al 90% all’agitazione in Roma Tpl – linee periferiche – e al 70% in Atac.

Per il prefetto Franco Gabrielli invece l’adesione è stata al 30%. La stessa percentuale poi fornita da Atac alle ore 17. “Non hanno lavorato 45 macchinisti della linea B della metropolitana e 24 della linea A – ha detto Gabrielli -. Gli autobus hanno circolato regolarmente mentre la metropolitana, come era prevedibile, qualche disagio l’ha avuto”.

Esposito si è rivolto al Garante degli Scioperi, Roberto Alesse, per sapere come “impedire gli scioperi politici”. Secondo Alesse, i romani solo nel 2015 hanno subito in media due scioperi del trasporto pubblico locale al mese. Quest’anno le agitazioni per bus e metro sono state ben 16.

La giornata era iniziata con un corteo di studenti delle superiori contro la Buona Scuola, la riforma varata dal governo Renzi. Alcune centinaia di ragazzi hanno sfilato dietro degli striscioni dalla Piramide Cestia per chiedere che la scuola sia “pubblica, laica e solidale”.

Arrivati al ministero della Pubblica Istruzione gli studenti hanno lanciato fumogeni e palloncini pieni di vernice. Slogan contro il ministro Stefania Giannini e il prefetto di Roma Franco Gabrielli.

Intanto la città andava in tilt, con conseguente traffico nel caos, per lo sciopero dei trasporti, con le ultime corse di metropolitane, bus e tram intorno alle 8.30 e poi stazioni chiuse, segnalazioni in vari casi assenti e utenti infuriati. Coinvolte anche le ferrovie Roma-Lido e Roma-Viterbo usate dai pendolari.

Molti pensavano che l’agitazione fosse stata revocata o risultasse attenuata dall’adesione di una sola sigla sindacale su dieci. Invece l’effetto si è fatto sentire e si sono creati ingorghi stradali in diverse zone della città, con numerosi incidenti. La pioggia e il vento hanno anche provocato la caduta di un albero su un’auto in sosta.

Il malumore dei romani è corso sui social network, mentre anche molti turisti rimanevano a piedi. “Serve uno scatto di responsabilità da parte di tutti – ha detto il ministro dei Trasporti Graziano Delrio – e bisogna fare in modo che ad essere penalizzati non siano i cittadini”.

In serata la manifestazione, ancora di Usb assieme ai movimenti, ha creato altri problemi alla circolazione nel centro di Roma.

(di Luca Laviola/ANSA)

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