Giro d’Italia: da Olanda a Torino, nel 2016 con Nibali torna il Sud

Vincenzo Nibali of Astana Pro Team on the finish line of the Giro di Lombardia cycling race, over 245 km from Bergamo to Como, Italy, 4 October 2015. ANSA/ANGELO CARCONI
The winner of the 96th Giro d'Italia, Vincenzo Nibali of the Astana team, celebrates on the podium after the last stage from Riese Pio IX to Brescia , northern Italy, 2 6May 2013. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
The winner of the 96th Giro d’Italia, Vincenzo Nibali of the Astana team, celebrates on the podium after the last stage from Riese Pio IX to Brescia , northern Italy, 2 6May 2013. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

MILANO. – La partenza dall’Olanda, come nel 2010, l’arrivo a Torino, il ritorno del profondo sud e del Colle dell’Agnello. Le cronometro e il ricordo del terremoto del 1976, in Friuli. Ma soprattutto le salite: ce ne saranno tantissime.

Ecco il Giro d’Italia 2016, organizzato da Rcs Sport-La Gazzetta dello Sport, presentato all’Expo di Milano. Tremilatrecentottantatre chilometri di passione, sofferenza e gioia che, dal 6 al 29 maggio, coloreranno lo Stivale.

Il Giro che verrà è duro ed estremamente competitivo: scatterà dalla terra dei tulipani di venerdì, grazie a una speciale deroga dell’Uci, che ha concesso il terzo giorno di riposo – indispensabile per un trasferimento lunghissimo – e si concluderà nella città della Mole. Dopo le tre tappe oltreconfine, la ‘ripartenza’ dall’Italia martedì 10 maggio: da quel momento sarà grande battaglia da sud verso nord, sulla dorsale appenninica, per le strade .

A cronometro e in linea è un tracciato senza pause. Dopo la ‘tre giorni’ olandese, la prima sosta per il rientro in patria e il trasferimento nell’estremo sud, in Calabria, da dove la corsa risalirà. La 4/a frazione, da Catanzaro a Praia a Mare, è la prima nella Penisola. Il meridione, che era stato ‘tagliato’ quest’anno, torna così prepotentemente.

Il Giro d’Italia, tuttavia, resta orfano della Sicilia di Nibali e della Sardegna di Aru. Si arriva comunque a toccare la punta della Penisola, nell’attesa di un ulteriore ‘salto’ nella 100/a edizione 2017.

Il primo arrivo in salita è previsto all’Aremogna, sopra Roccaraso (L’Aquila). Rotto il ghiaccio, il Giro diventa durissimo, con un tracciato più che mai affascinante. Come la crono individuale nelle terre del Chianti (9/a tappa): da Radda a Greve (Firenze), poco più di 40 chilometri su un percorso suggestivo, da affrontare tutto d’un fiato.

Scalatori ancora protagonisti dopo il secondo giorno di riposo, il 17 maggio, nella Campi Bisenzio (Prato)-Sestola (Modena). Da Palmanova a Cividale verranno affrontati cinque passi, fra i quali il Montemaggiore: si correrà nel ricordo delle vittime del terremoto che sconvolse il Friuli e di cui l’anno prossimo ricorrerà il 40/o anniversario.

Il tappone alpino, da Alpago a Corvara, proporrà in un colpo solo Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Giau, Valparola; cinque passi superano i 2 mila metri, solo il Campolongo si trova più in basso (quasi 1.900 metri). Questa tappa ricalca, nella sua quasi totalità, la Maratona dles Dolomites, gran fondo italiana che quest’anno celebra il trentennale.

Per chi ne avrà ancora l’indomani (22 maggio, 15/a), è in programma la cronoscalata da Castelrotto all’Alpe di Siusi, a quota 1.844 m. Il terzo giorno di riposo verrà accolto come manna dal cielo dai corridori che, nell’ultima settimana, si giocheranno tutto.

Il gran finale andrà in scena sulle Alpi occidentali, in Piemonte. A quel punto, ci sarà spazio solo per i verdetti. Da Muggiò a Pinerolo verrà scalato il Pra Martino, il 27 toccherà al Colle dell’Agnello: con i suoi 2.744 metri è la ‘Cima Coppi’ del Giro 2016.

Verrà affrontato prima dello sconfinamento in Francia, a Risoul. La penultima tappa proporrà tre passi a oltre 2 mila m.: Col del Vars, La Bonnette, Colle della Lombarda, e un traguardo in quota, a Sant’Anna di Vinadio, quindi gran finale da Cuneo a Torino.

Si prevede una corsa equilibrata, per scalatori, ricca di trasferimenti e, rispetto al 2015, con un Nibali in più. E’ lui l’uomo da battere.

(dell’inviato Adolfo Fantaccini/ANSA)

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