Forum parlamentare Italia-America latina e Caraibi. Il ruolo dei Parlamenti nell’epoca della globalizzazione

Pubblicato il 07 ottobre 2015 da redazione

Il presidente della Camera, Laura Boldrini, durante la Cerimonia del Ventaglio nella Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, Roma, 22 luglio 2015.  ANSA / ETTORE FERRARI

Il presidente della Camera, Laura Boldrini, durante la Cerimonia del Ventaglio nella Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, Roma, 22 luglio 2015. ANSA / ETTORE FERRARI

ROMA – Si è aperto nella Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati il Primo Forum parlamentare Italia-America latina e Caraibi, incontro dedicato al ruolo dei parlamenti nell’epoca della globalizzazione e articolato in tre sessioni di discussione: la prima sui diritti fondamentali, la seconda sulla partecipazione democratica e, infine, lo sviluppo sostenibile.

Ad aprire i lavori la presidente della Camera Laura Boldrini, che ha segnalato come l’iniziativa si ponga quale allargamento ed integrazione della VII Conferenza intergovernativa svoltasi nell’ambito di Expo nello scorso mese di giugno, esposizione – ha rilevato – che pone il nostro Paese in una posizione speciale, grazie al confronto proposto a livello internazionale sui temi del cibo e della nutrizione.

La presidente ha ricordato poi come i Paesi dell’area latino americana stiano “conoscendo una fase di intensa crescita dal punto di vista democratico, economico e sociale”, dinamismo che attribuisce loro anche “una responsabilità di primo livello nell’articolare idee che guideranno lo sviluppo globale nei prossimi decenni”.

Proprio su tali idee è incentrato il confronto tra i rappresentanti parlamentari presenti, confronto che si nutre e rilancia “guardando al futuro” anche “l’enorme patrimonio di relazioni” alimentato grazie alla presenza di una numerosa collettività italiana emigrata in America latina.

Boldrini ricorda come l’Italia, anche puntando su tale valore aggiunto, possa fare da “ponte tra area latino americana e caraibica e Unione Europea”, ribadendo l’impegno del nostro Paese per “un’Unione sempre più coesa e integrata, per arrivare davvero ad una prospettiva federale in Europa”.

Altro vincolo connesso alle vicende storiche richiamato dalla Boldrini il “raggiungimento di sistemi democratici dopo lunghi anni di dittatura”: “apprezzo lo sforzo che state facendo per mantenere la memoria di questo passato – afferma la presidente della Camera, rilevando come “la democrazia sia un bene che non deve mai essere dato per scontato, un bene il cui valore deve essere tramesso, insieme alla consapevolezza della sua fragilità, alle giovani generazioni”.

Richiamato anche l’impegno messo in campo in quest’area sul fronte della tutela dei diritti, dalle libertà fondamentali ai nuovi diritti digitali: l’America latina ha cercato infatti, più di altri, di “colmare il divario di società fortemente polarizzate, in cui quote significative della popolazione vivono in povertà”, assicurando il progressivo conseguimento di condizioni materiali indispensabili al godimento effettivo dei diritti.

“Quest’ultima è una battaglia che non si può mai considerare vinta e su cui è necessario sempre più impegno politico, anche nella nostra società – afferma Boldrini, ricordando come le politiche di austerity adottate per fronteggiare la crisi economica abbiano inciso negativamente su coesione ed equilibrio sociale, a sfavore delle fasce più vulnerabili della popolazione.

“I Parlamenti devono invece ricordare che prima degli astratti obiettivi finanziari vengono le persone; solo in questo modo sarà possibile colmare il solco tra opinioni pubbliche e istituzioni rappresentative – afferma Boldrini, auspicando “Parlamenti che siano istituzioni aperte, trasparenti ed efficaci” nel loro agire politico, capaci di stimolare e accogliere la partecipazione dei cittadini.

A colmare il divario tra le dichiarazioni di intenti e la realizzazione pratica che oggi mina la credibilità dei sistemi democratici dovrebbe dunque contribuire anche questo primo Forum, se, come conclude la presidente della Camera “la differenza è nel contatto tra le persone e ogni azione collettiva passa attraverso i rapporti umani”.

Di seguito è intervenuto il ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni, che ha definito questo primo Forum tra parlamentari italiani e latino americani organizzato con il contributo sostanziale dell’Istituto Italo-latino americano (Iila) un “incontro tra amici”, “basato sull’idea che stringere rapporti anche a livello personale nella dimensione parlamentare possa essere rilevante in contesti di relazioni già così importanti”.

“Sappiamo tutti che tra Italia e America latina c’è molto in comune, grazie a legami storici, presenza di vaste collettività italiane, vincoli economici e culturali. Il nostro compito – ha affermato Gentiloni – è cercare su questa base storica di sviluppare ancora di più, se possibile, la nostra collaborazione bilaterale e multilaterale di fronte alle nuove sfide di società globali”.

Il ministro segnala poi come tale collaborazione potrà giovarsi anche del nuovo clima instauratosi con l’accordo tra Stati Uniti e Cuba, un avvenimento storico che però – avverte – è solo la prima parte di un percorso di riavvicinamento intrapreso, e richiama alcuni degli obiettivi di lavoro comune individuati con la VII Conferenza intergovernativa tra Italia, America latina e Caraibi svoltasi ad Expo: l’organizzazione di un Foro italo-latino americano e caraibico sulle piccole medie imprese annunciato per il prossimo mese di dicembre in Messico; un Forum sulle energie rinnovabili e la collaborazione su programmi di prevenzione e contrasto della violenza e della criminalità organizzata, “ambito in cui l’Italia ha un’esperienza che può risultare di interesse per altri Paesi”.

“C’è un ruolo potenzialmente crescente della diplomazia parlamentare, sono convinto – afferma il Ministro – che essa possa essere un tessuto che arricchisce le relazioni tra i popoli e i Paesi, proprio perché le arricchisce sul piano del pluralismo, della sensibilità alle diverse opinioni politiche ed esperienze sociali, perché spinge ad un’integrazione tra le persone”.

Richiama ancora una volta i “rapporti quasi familiari che abbiamo con l’America latina e che nascono dall’emigrazione di tante famiglie italiane in quell’area: una comunità che conta quasi 20 milioni di persone in America latina, di cui 2 con passaporto – precisa Gentiloni, parlando di “un’emigrazione che con determinazione ha lavorato per un futuro migliore per le proprie famiglie ma anche per i Paesi d’accoglienza e che costituisce un esempio positivo e interessante per il momento che stiamo attraversando”.

“La gestione positiva della dinamica migratoria non è prevenzione del rischio ma opportunità per i Paesi in cui arrivano i flussi, e la storia dell’emigrazione italiana da voi lo insegna – continua il Ministro, segnalando come ancora oggi il flusso di connazionali continui, “molto spesso di professionalità in movimento, spinte dalle opportunità del vostro continente, o di imprese italiane”. Allo stesso modo, ricorda il contributo che le collettività latino-americane in Italia apportano al nostro Paese.

Tra i temi affrontati in questo evento, Gentiloni cita infine i diritti sociali ed economici, connessi nello specifico allo sviluppo sostenibile, in vista della Conferenza che a dicembre si terrà a Parigi, e i settori scientifici e culturali della cooperazione, in un quadro di rilancio della “strategia della cooperazione italiana” avviato con la riforma della legge in materia e una dotazione di risorse più consistente.

Stephanie Hochstetter Skinner-Klée, presidente dell’Iila e ambasciatrice della Repubblica del Guatemala, ha rimarcato il ruolo di “facilitatore” svolto dall’Istituto per l’organizzazione di questo evento e rilevato quale suo tema centrale “la qualità delle democrazie” dei Paesi partecipanti, qualità che è strettamente legata alla risposta rapida ed efficace alle problematiche poste oggi dalla globalizzazione e non solo.

Si tratta di tematiche che spesso sono interconnesse, per cui l’auspicio della presidente dell’Iila è che lo scambio di esperienze possa servire ad un lavoro legislativo più efficace. Sull’importanza degli organismi parlamentari si sofferma anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, che rileva come, se l’esecutivo è chiamato spesso a rispondere alle questioni più urgenti, il Parlamento possa “dedicarsi alle grandi scelte valoriali e geopolitiche che precedono la definizione delle strategie politiche”.

Ribadisce come la qualità delle democrazie sia connessa alla restituzione di un ruolo centrale al Parlamento e richiama il fatto che quello italo-latino americano non sia solo “uno spazio comune di valori, ma anche di pace e sicurezza”: “è importante valorizzare la nostra collaborazione su sfide complesse come la globalizzazione della legalità – afferma Grasso, rilevando come ad oggi non si sia riposto efficacemente alla “globalizzazione del crimine”.

Per globalizzare la legalità sono importanti – conclude – “circuiti sovranazionali di contrasto al crimine, la realizzazione di programmi comuni, lo scambio di elementi di indagine e l’armonizzazione delle norme”.

La prima sessione dei lavori, dedicata al ruolo dei Parlamenti nella tutela e nella promozione dei diritti fondamentali e nella lotta alle disuguaglianze, è stata introdotta per parte italiana da Marina Sereni, vice presidente della Camera dei Deputati, coordinatrice del Forum Italia-America Latina per la Camera e presidente della Commissione di collaborazione italo-brasiliana, che ha rilevato la “rinnovata attenzione con cui l’Italia e le sue istituzioni guardano all’area latino-americana e caraibica”, attenzione cui corrispondono “forme ed iniziative plurali” ed il ruolo “dinamico e costruttivo assunto dall’Iila”.

Attenzione che è culminata – prosegue Sereni – con l’organizzazione dell’anno dell’Italia in America latina e cui si affiancherà la visita del presidente del Consiglio Matteo Renzi annunciata per le prossime settimane.

“Anche a livello europeo, con l’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini, si assiste ad un mutamento di paradigma nelle relazioni con America latina e Caraibi – prosegue la vice presidente della Camera che rileva come oggi il continente abbia acquisito “un’identità politico-istituzionale molto spiccata” che si riverbera anche sullo sguardo assunto sulle nuove sfide globali. Sguardo che presuppone in primis l’idea che occorra affrontare le questioni di portata globale attraverso un “multilateralismo efficace”, nonostante le insufficienze dimostrate sino ad oggi dal sistema delle Nazioni Unite.

L’America latino-americana condivide inoltre la crisi che oggi investe molte democrazie, “una crisi di fiducia nelle istituzioni che segna la chiusura di un ciclo di fiducia che ha avuto il picco nello scorso decennio, grazie a conquiste sociali enormi e il consenso ottenuto da grandi leader – ricorda Sereni, che individua il merito di tali conquiste nel carattere “dinamico” di quelle democrazie, costantemente volte verso lo sviluppo dei diritti e la coesione sociale, un processo che ha determinato anche l’ampliamento dei “cataloghi dei diritti” e, insieme, un accrescimento delle condizioni che ne hanno consentito l’esigibilità.

“Un’innovatività nella tradizione” che secondo la vice presidente della Camera è una caratteristica da analizzare e, se possibile, replicare in altri contesti. La globalizzazione e la complessità dei problemi ha però investito oggi anche quest’area che si trova a dover affrontare il quesito cruciale della democrazie: “rafforzare la capacità decisionale delle istituzioni, rendendola più efficace, incisiva e trasparente e nello stesso tempo trovare strumenti per dare voce al cittadino elettore, valorizzando la dimensione partecipativa”. Sereni auspica che il Forum possa dare perciò “un segnale di speranza in merito alla capacità della democrazia di rinnovarsi continuamente”, capacità di cui l’America latina ha saputo più di altri dare prova negli anni trascorsi.

Mónica Xavier, presidente della Commissione Affari Internazionali del Senato dell’Uruguay, ribadisce la necessità di un maggior coinvolgimento dei cittadini nel sistema democratico, per cui è necessario trovare per le istanze di questi ultimi canali di accesso più agevoli al Parlamento, che è un “luogo che appartiene alla cittadinanza”. Ribadisce inoltre come il compito del potere legislativo sia “conseguire un maggior equilibrio nella società, privilegiando coloro che si trovano in situazioni più svantaggiate”.

Si sofferma sul ruolo del Parlamento nel sistema democratico brasiliano Rubens Bueno, deputato dell’assemblea legislativa del Brasile, che rileva come il principio cardine dell’azione di tale assemblea sia la garanzia dell’uguaglianza e la non discriminazione delle persone.

Uguaglianza e possibilità di ascesa sociale per tutti sono affiancati ad un sistema partecipativo che promuove l’inclusione sociale e il rispetto delle differenze, caratteristiche che consentono di salvaguardare la ricchezza dell’amalgama sociale e culturale che costituisce il Brasile sin dalla sua nascita. Rubens Bueno è anche il padre di Renata Bueno, deputata eletta al Parlamento italiano nella ripartizione America meridionale grazie al voto all’estero, intervenuta all’evento.

“Noi rappresentiamo i tanti cittadini italiani residenti all’estero, ma nella nostra attività parlamentare – ha spiegato la deputata italo-brasiliana – siamo anche artefici di interscambi importanti con i Parlamenti dei nostri Paesi di residenza”.

Bueno rileva come Italia e Brasile possano giovarsi reciprocamente della rispettiva esperienza democratica: “per esempio il Brasile ha adottato una legislazione contro il razzismo che è presa a modello in tutto il mondo – segnala, ribadendo il ruolo di collegamento che il nostro Paese può assumere con l’Unione Europea, collegamento che può essere stabilito con i Paesi dell’area latino-americana partendo dai legami “di sangue” già esistenti grazie alla nostra emigrazione.

L’auspicio è che la riflessione inaugurata oggi possa portare ad un “nuovo modo di rappresentare il cittadino, più vicino al popolo e lontano dalla corruzione”.

Tra gli interventi, richiamiamo anche quello di Charlie Mariotti, presidente dell’Associazione parlamentare Italia-Repubblica Dominicana, che chiede un ripensamento da parte del governo italiano sulla chiusura dell’Ambasciata a Santo Domingo, intervento che secondo Mariotti incide negativamente sulla tutela dei diritti dei connazionali residenti in loco.

(Viviana Pansa/Inform)

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